Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Filobus ancora fermo, il Comune si affida a Sgm. Minoranza stufa: “Dilettanti”

A distanza di un mese torna a riunirsi la commissione Controllo: assessore e dirigente presenti, assenti invece i dirigenti dell'azienda. Nessun impegno certo sulla ripartenza dei mezzi che dall'inizio dell'anno sono parcheggiati in deposito

LECCE – La ripartenza del filobus dipende da Sgm. Il Comune di Lecce, che pure è socio di maggioranza della società che gestisce trasporti e parcheggi, alza le mani in Commissione controllo dove l’assessore alla Mobilità, Luca Pasqualini, e il dirigente di settore, Maurizio Guido, si sono presentati orfani della parte aziendale. Il direttore d’esercizio di Sgm e quello della filovia, a quanto pare, erano impegnati fuori città e dunque la discussione è stata evidentemente monca.

Dall’inizio dell’anno i bus di tipo tradizionale hanno rimpiazzato i filobus rimasti fermi in deposito. Mezzi oramai destinati a sostituzioni sono quindi tornati a pieno regime e i problemi tecnici, come ha riferito il presidente della commissione, Antonio Rotundo, non sono mancati. Tanto da determinare, ha aggiunto lo stesso consigliere del Pd, una presa di posizione formale degli autisti in servizio.

Al termine della seduta odierna solo una, ma significativa, variazione rispetto agli esiti di quella di un mese addietro:nessun impegno sulla tempistica da parte dell’amministrazione, bensì un informale auspicio a che, entro una decina di giorni, vengano superati tutti i problemi che hanno determinato lo stop. Non solo quello della potatura degli alberi sui viali cittadini, fatto che di per sé ha determinato la disattivazione degli impianti, ma anche la stipula dei nuovi contratti di assicurazione e di manutenzione, una volta che l’amministrazione comunale con delibera del 30 gennaio 2014 ha affidato l’intera infrastruttura a Sgm e ceduto alla stessa i mezzi in comodato d’uso.

commissioneControllo-3La minoranza, alla luce delle argomentazioni dell’assessore e del dirigente, ha ribadito ancora una volta una propria convinzione: che Sgm sia una società a maggioranza pubblica, ma a gestione sostanzialmente privata. Il Comune, in altre parole, sarebbe assolutamente incapace di esercitare il suo ruolo di azionista di riferimento in un comparto, quello del trasporto pubblico, che non produce utili, a differenza della sosta a pagamento. Lasciando ad Sgm la facoltà di seguire la propria logica aziendale: “Tre mesi di non esercizio – ha commentato Antonio Torricelli del Pd – compensano un anno di mancati utili”. Il consigliere del Pd, che per l’intera vicenda ha fatto ricorso all’espressione “dilettanti allo sbaraglio”, ha posto sul tavolo la necessità di valutare quanto prima il bilancio 2013 della società, ma anche la questione dei 13 autisti che sarebbero stati relegati al ruolo ausiliari del traffico, invece di intervenire con un piano di tagli su straordinari e incentivi.

Il capogruppo di Lecce Bene Comune, Carlo Salvemini, ha rivendicato maggiore rispetto per le istituzioni comunali dove pubblicamente vengono presi degli impegni davanti ai cittadini, ma ha anche espresso il timore che l’inefficienza del sistema di trasporto filoviario possa incidere negativamente sulla valutazione della commissione di esperti rispetto alla candidatura della città come capitale europea della cultura per il 2019. 

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