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Foto scattata durante la seduta di commissione.

Foto scattata durante la seduta di commissione.

Must, dopo sei anni "contenitore senza identità". Assicurati i reperti archeologici

Confronto in commissione con l'assessore alla Cultura, Antonella Agnoli, finita nelle scorse settimane nel mirino del centrodestra

LECCE – Un contenitore senza una identoità e riconoscibilità. Questo è il giudizio pressoché unanime dei consiglieri di maggioranza e di minoranza che hanno discusso oggi a Palazzo Carafa del presente e del futuro del Must, acronimo di museo storico, dopo aver tenuto ben tre sedute di commissione Cultura (presidente Paola Gigante) nell’ex monastero di Santa Chiara inaugurato il 20 aprile del 2012, alla vigilia della riconferma di Paolo Perrone come sindaco della città.

L’incontro di oggi è servito soprattutto per un confronto diretto con l’assessore Antonella Agnoli, cui l’opposizione rimprovera di aver fatto fare alle politiche culturali in città dei “paurosi passi indietro” ma anche un vizio di fondo, quello cioè di non essere leccese d’origine tanto che il consigliere Luciano Battista, di Forza Italia, ad un certo punto della discussione ha tagliato corto: “Lei non sa nemmeno dove si sta trovando”. L’esponente della giunta Salvemini ha rovesciato la prospettiva spiegando che, per il tipo di deleghe che ha, il fatto di non essere legata a particolari reti o circoli le consente di avere uno sguardo neutro nello sforzo di valorizzare le competenze e non le conoscenze personali.

Sul punto oggetto del dibattito l’assessore, accompagnata dal dirigente Raffaele Parlangeli, ha concordato sul giudizio complessivo dei consiglieri, sottolineando il fatto che anche i visitatori abbiano sempre lamentato nel corso degli anni – come testimoniano le recensioni sulla rete - la mancanza di un orientamento preciso: del resto tra un paio di collezioni permanenti, una sala per il tour virtuale nella storia della città, reperti archeologici non accessibili, attività ricreative, educative ma anche imprenditoriali è difficile capire quale sia la traccia, la funzione, oltre la buona volontà di chi ci opera quotidianamente.

L’idea dell’assessore è quella di valorizzare il contenitore di via degli Ammirati ponendo le basi per un museo d’arte contemporanea, ma di dover fare i conti con una serie di nodi da sciogliere che il Must si trascina dietro sin dalla sua apertura: al taglio del nastro, infatti, era fruibile solo al piano terra perché per il resto mancavano i fondi per gli allestimenti. Negli anni successivi è stato resto accessibile anche parte del primo piano, mentre i reperti archeologici di età messapica e romana, conservati dietro pannelli mobili, sono stati assicurati solo di recente.

Allestire un buon museo, nel contesto di mancanza di risorse economiche, significa però innanzitutto trovare la disponibilità di collezionisti disposti a cedere temporaneamente le loro opera. La Agnoli ha assicurato di aver avviato – sotto traccia e senza proclami pubblici – alcune interlocuzioni e ha concordato sulla necessità di procedere alla scelta di un nuovo direttore (il precedente è andato in pensione circa un anno addietro) ma di volerlo fare separando la funzione di direttore amministrativo da quella di direttore scientifico. Alla luce del regolamento comunale in vigore la figura coincideva nel dirigente di settore. Un’anomalia da eliminare, questa, anche secondo il consigliere Marco Giannotta. La consigliera Federica De Benedetto, di Forza Italia, ha sollecitato l'assessore a non cedere ad eventuali tentazioni di "baricentrismo" valorizzando invece risorse del territorio. 

"Premettendo il rispetto per il garbo e la competenza dell'assessore - ha commentato a margine la consigliera azzura - credo però che dopo circa un anno dal suo insediamento dai buoni propositi si debba passare ai fatti. Per quanto riguarda il Must abbiamo letto di tante proposte, dell’ipotesi di una nomina esterna del direttore, ma poi non è stata assicurata una specifica copertura finanziaria per la voce ‘musei’. Se vogliamo che le idee non siano solo proclami dobbiamo avere i fondi. Il bilancio è stato presentato ed approvato e avrebbero potuto muoversi per tempo. Credo che il ritardo stia diventando eccessivo e non più imputabile alla vecchia amministrazione".

Dal Must ai Teatini

Alle 17.30, nel chiostro dei Teatini, l’assessore Agnoli e il sindaco Salvemini incontreranno cittadini, operatori culturali per discutere di proposte e politiche di valorizzazione dell’immobile di corso Vittorio Emanuele II dove fino all’autunno scorso vi era un mercatino dell’antiquariato. Una destinazione diventata oramai un’abitudine alla quale l’amministrazione ha inteso porre un limite, tenendo presente l’assenza di un regolamento di gestione la funzione essenzialmente commerciale delle attività che avvenivano in uno spazio pubblico.

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