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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Politica

Trasporto pubblico e revisione delle tariffe di sosta: il dibattito si accende

Pd e Progetto città temono che l'aumento del costo del parcheggio possa precedere la riorganizzazione delle linee urbane che l'amministrazione ha preparato e congelato fino alla trasformazione di Sgm in società interamente pubblica

LECCE – La programmazione della gestione della mobilità a Lecce dipende da un approccio complessivo, non pezzi scollegati e da fughe in avanti.

La rassicurazione è venuta, durante la seduta della commissione Traffico, dal consulente dell’amministrazione, il docente universitario Domenico Gattuso (Ingegneria dei Trasporti) finito nell’occhio del ciclone con la proposta di revisione della sosta a pagamento, sia per quanto riguarda le tariffe minime nelle aree già delimitate dalle strisce blu, sia per l’estensione ad alcune zone, contermini al centro cittadino, dove il traffico ha raggiunto livelli preoccupanti.

Gattuso ha spiegato che lo strumento della tariffazione è un elemento di regolazione della mobilità in tutte le città occidentali, il cui scopo è prevenire fenomeni di congestione che, peraltro, nel caso di Lecce si toccano già con mano. Il professore ha aggiunto che la città sarà sempre di più interessata da una mobilità turistica importante e che dunque bisogna prepararsi a una gestione che tenga conto anche di questo fattore. Il tutto, ovviamente, ben consapevoli del fatto che la revisione della sosta e il miglioramento del trasporto pubblico viaggiano di pari passo.

L’aumento delle tariffe resta comunque una proposta, non una decisione, anche perché il governo cittadino ha più volte detto di voler attendere la fine dell’anno. Perché? Il 31 dicembre è il termine di scadenza della proroga voluta dall’amministrazione di Palazzo Carafa per completare alcuni passaggi tecnici necessari alla trasformazione di Sgm in società interamente a capitale pubblico. Rendere pubblico il trasporto locale è del resto un impegno che il sindaco ha preso sin dalla campagna elettorale e il piano di riorganizzazione delle linee urbane è stato già presentato (in attesa di diventare operativo proprio con il cambio di identità di Sgm).

Una complicazione non prevista e non imputabile a fatti politici è sorta nel 2018, quando Igeco Spa, da sempre presenza forte della compagine di Sgm (51 percento Comune di Lecce, 49 soci privati) è stata colpita da una interdittiva antimafia dalla prefettura di Roma. Per Sgm si è dunque resa necessaria la nomina di un commissario, nella persona di Luca Giordano. Con quella nomina prefettizia è stata troncata ogni partecipazione della Igeco in Sgm: i suoi rappresentanti nel Cda sono decaduti da oltre un anno.

Pd e Progetto Città hanno però il timore che nelle difficoltà di questa operazione (e col rischio magari di una ulteriroe proroga) l'aumento delle tariffe abbia, per restare in gergo, una corsia preferenziale e dunque hannp ribadito l’ordine della propria agenda politico amministrativa.

Pd e Progetto Città: "Prima migliorare il tpl"

“Ad avviso del Pd – ha commentato Rotundo - la priorità va data alla realizzazione di un nuovo progetto di trasporto pubblico in netta discontinuità con l'esperienza del passato e che abbia l'ambizione di spostare dall'auto privata al mezzo pubblico quote significative di utenti. Su questa questione abbiamo dovuto registrare infatti un percorso complicato che, anche a causa dell'interdittiva antimafia a cui è seguito il commissariamento di Sgm, ha costretto il consiglio comunale a prorogare l'attuale società mista per tutto il 2021 rinviando così l'avvio del nuovo corso su cui siamo impegnati. Ciò ha comportato un inevitabile ritardo nella definizione della società totalmente pubblica e di conseguenza dei tempi di attivazione del nuovo progetto di tpl”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il gruppo Progetto Città. Anche per i consiglieri Patti, Giannotta e Mignone la riorganizzazione del trasporto pubblico locale ha la precedenza. Ma non solo: “Vogliamo dire, però, con la stessa chiarezza, che procede speditamente e correttamente la predisposizione ramificata da dedicarsi alla ciclabilità: una strada dalla quale non si può tornare indietro e non si deve arretrare, perché la mobilità sostenibile è il futuro che ci consentirà di salvaguardare la salubrità del clima urbano, riducendo l’inquinamento ed in tal senso abbiamo fatto un plauso all’assessore De Matteis per l’impegno profuso. Ma la ciclabilità, da sola, non risolve nulla, essendo la mobilità un sistema complesso, che si giova della ciclabilità, dello sharing, del trasporto pubblico e dei parcheggi. In assenza di parcheggi e di un trasporto pubblico decente, rischia di non essere compresa o, peggio, avversata, dalla cittadinanza, che oggi la percepisce in alcuni casi come un fatto ideologico e così non è, perché è il futuro verso il quale vogliamo andare, verso il quale dobbiamo andare”.

La chiusura dei lavori di commissione è stata affidata all'assessore alla Mobilità, Marco De Matteis, che ha respinto ai mittenti l'accusa di voler far cassa, ricordando che gli introiti di una azienda interamente pubblica serviranno a migliorare i servizi alla cittadinanza e, magari, ad aumentare il chilometraggio previsto che ad oggi è garantito solo dai fondi regionali. 

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