Sabato, 24 Luglio 2021
Politica Via della Cavalleria

Complesso Agave, degrado e sporcizia: eterne denunce inascoltate dei cittadini

Lo Sportello dei diritti ha raccolto le lamentele di alcuni residenti, preannunciando una petizione. In realtà, della questione si parla ormai da anni: opere mai ultimate, sterpaglie, parcheggio caos, nessun controllo. I residenti sono stanchi di sentirsi abbandonati

Il palazzo eternamente in cantiere, erto a simbolo del degrado.

LECCE – Solo pochi giorni addietro, l’incendio di sterpaglie che ha lambito le palazzine. E non è nemmeno l’episodio più grave che riguarda il complesso residenziale Agave, raggiungibile percorrendo via della Cavalleria. Furti in appartamento, auto in fiamme o danneggiate, erba incolta, edifici abbandonati: nelle cronache, negli ultimi anni, quello che doveva essere un gioiello urbanistico e che oggi è percepito da diversi residenti come tutt’altro, c’è tornato fin troppe volte.

Spesso, su queste stesse colonne, si sono registrate anche iniziative di singoli abitanti. C’è, per esempio, la segnalazione di un lettore che risale appena al giugno scorso, con eloquenti foto del degrado e un’amara considerazione: “Dall’amministrazione solo promesse da marinaio”.

C’è stata, prima ancora, nel marzo del 2013, una petizione online lanciata da alcuni residenti sempre su LeccePrima, per richiedere manutenzione e riqualificazione dell’area verde, la realizzazione di un parco giochi, l’ampliamento dei parcheggi e un collegamento più sicuro alla città. Leggere i commenti a margine per capire la sfiducia di molti, se è vero che del complesso Agave si torna a parlare oggi per una nuova petizione, questa volta preannunciata dallo Sportello dei diritti.

“A distanza di ormai dieci anni dalla consegna dei primi appartamenti, il complesso versa ancora in stato di abbandono, nonostante dovesse essere, almeno nell’intenzione dei costruttori, un mini quartiere modello della città capoluogo”, commenta il presidente dell’associazione, Giovanni D’Agata, che da qualche tempo ha deciso di percorrere le periferie e raccogliere segnalazioni dei cittadini sul degrado.

Anche questa volta, dunque, allo Sportello si sono rivolti alcuni leccesi per evidenziare quelle che poi sono le problematiche di sempre, di cui si parla ormai da anni. “Abbiamo potuto appurare dopo un sopralluogo effettuato alla presenza di alcuni dimoranti, tra cui diversi tecnici – spiega -, che le opere di urbanizzazione risultano in larga parte incomplete o mal eseguite e la ditta lottizzante ha smesso ormai da tempo di occuparsi della manutenzione”.

Sembra che proprio sul fronte della manutenzione, ci sia spesso passati di mano la patata bollente. Secondo quanto riferisce D’Agata, ogni volta che sarebbero state consultate le autorità comunali, “la risposta tra promesse d’intervento e inerzie varie alla fine sarebbe stata sempre la stessa: ‘abbiamo le mani legate, la manutenzione delle verde pubblico è di pertinenza della ditta lottizzante, non spetta a noi’. Mentre è noto – aggiunge - che quando la ditta non interviene, l’amministrazione comunale ha altri mezzi per risolvere il problema tra cui procedere nei confronti dei lottizzanti in attuazione della convenzione”.

Ma cosa si chiederà nella nuova petizione, che farà il giro della zona nei prossimi giorni? In buona sostanza, rappresenterà la summa di tutti i guai. Ad esempio, vi sono le opere stradali incomplete, non è stata ultimata la pavimentazione asfaltata. In alcune vie non è mai stato realizzato il tappeto da usura con problemi di raccordo con le rampe di accesso ai locali interrati e i pozzetti d’ispezione della rete fognante.

Ancora, su un lotto proprio davanti a via Alberto Sordi (quella che si potrebbe definire la strada principale) esiste un fabbricato ancora in corso di costruzione, che si sviluppa su due livelli e che, solo di recente e dopo molte segnalazioni, è stato messo in sicurezza con una recinzione per impedire l’accesso all’interno. Resta però, fanno presente i residenti, il problema dell’impatto ambientale.

Della mancata pulizia di verde, vie e marciapiedi s’è già detto, mentre va puntualizzato come le vie Don Carlo Gnocchi e De Santis siano ancora oggi delimitate da una recinzione in blocchi di cemento (alte circa un metro) sul confine con un’area di cantiere che versa in stato di abbandono da diversi anni.

Si torna poi a chiedere come già nella precedente petizione online su LeccePrima un collegamento migliore al centro della città, anche perché diversi bambini percorrono, zaino in spalla, lo stretto marciapiede che conduce (solo per un tratto) verso l’abitato. Inutile rimarcare la pericolosità di procere a piedi sul margine di via della Cavalleria, dove il traffico è intenso, visto che qui si colloca uno dei varchi d’accesso alla tangenziale est, e che le auto spesso corrono.

I residenti, inoltre, lamentano l’assenza di pattugliamento costante da parte delle forze dell’ordine, ma anche della polizia locale. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: da chi parcheggia a modo proprio a qualcosa di più grave, attività poco lecite, da parte di qualcuno, negli angoli più nascosti.

Agli amministratori di Palazzo Carafa chiedono, in buona sostanza, che sia eseguita la manutenzione ordinaria del complesso rivalendosi sul lottizzante tramite la fideiussione assicurativa rilasciata in sede di convenzione, che provvedano a ultimare le opere di urbanizzazione rimaste incomplete, a rimuovere o terminare le opere incompiute e chiudere definitivamente le aree di cantiere ancora aperte.

Infine: completare le aree destinate a verde attrezzato e regolamentare la circolazione delle auto e il parcheggio (finora selvaggio) nell’intero comparto. Nulla di realmente nuovo. Eterne denunce finora inascolate. 

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