Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Compromesso sulla cassa in deroga. Proroga di un mese, allarme rinviato

Sindacati e assessore regionale al Welfare hanno deciso per l'erogazione del sussidio fino a fine gennaio. Punto interrogativo sulle risorse disponibili, bloccate le nuove richieste, congelato il criterio selettivo dei 24 mesi

BARI – La cassa integrazione in deroga regionale sarà disponibile per un altro mese. Fino alla fine di gennaio, dunque. Un magro risultato, quello strappato ieri sera a Bari dai sindacati confederali nell’incontro fiume con l’assessore regionale al Welfare, Elena Gentile.

Più che un accordo, il braccio di ferro tra le parti si è concluso con un compromesso che permetterà agli oltre 7mila lavoratori salentini di tirare un sospiro di sollievo. Lungo quanto un batter di ciglia.

Il nodo da sciogliere rimane, infatti, nella quantità di risorse disponibili per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali nell’anno in corso: i 700 milioni di euro messi a disposizione della Regione Puglia sarebbero a mala pena sufficienti a coprire i prossimi tre mesi. E questo nonostante la boccata di ossigeno, di più ampio respiro, concessa dalla legge di Stabilità appena licenziata che rimpingua il fondo pugliese con 1,7 miliardi di euro.

In realtà, come ammette lo stesso segretario generale Uil Lecce, Salvatore Giannetto, nessuno è ancora in grado di offrire risposte precise in merito al sostegno al reddito che, fin’ora, ha tamponato l’emorragia occupazionale. Impedendo a migliaia di famiglie (50mila su scala regionale) di finire letteralmente sul lastrico. E non vi è traccia di immediata convocazione della conferenza Stato-Regioni.

Si tornerà a conteggiare i fondi il 28 gennaio, in occasione del prossimo tra i sindacati ed il governo di via Capruzzi. Il problema è stato giusto rimandato. Nel frattempo campeggia una certezza: le nuove richieste per l’attivazione degli ammortizzatori sociali verranno rispedite al mittente. L’accordo “ponte” di ieri prevede, infatti, la sola possibilità di proroga per le aziende con la cassa in scadenza al 31 dicembre 2012.

Di positivo c’è che l’Inps provvederà ad erogare gli arretrati dei mesi di ottobre, novembre e dicembre. Vale la pena ricordare, infatti, che i lavoratori non riescono neppure a percepire quel magro stipendio con puntualità. Il pressing compatto dei sindacati, infine, è riuscito ad evitare il peggio: il criterio selettivo che si voleva inserire nella bozza di regolamento sugli ammortizzatori - approvata il 27 dicembre - relativo all’anzianità dei 2 anni, è stato sospeso. Si apre una speranza, quindi, anche per quelle aziende che hanno usufruito di cassa in deroga per 24 mesi negli ultimi 3 anni. Le “veterane” insomma, per le quali il sostegno al reddito rimane linfa vitale in attesa dell’auspicata ripresa.

Gioco forza, però, le principali aspettative si riversano sul prossimo governo di nomina politica, come sottolinea Giannetto: “Speriamo che le elezioni producano una nuova classe politica più sensibile ed attenta alle problematiche sociali acuite dalla crisi, e che si lavori per impedire il fallimento di centinaia di migliaia di famiglie italiane”.

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