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Comune chiude lidi. Sdegno e accuse di Assobalneari

Ombrelloni chiusi e saracinesche abbassate in almeno tre stabilimenti attrezzati del litorale sud in seguito alle sanzioni dello scorso anno. Respinti i ricorsi. E Della Valle accusa: "Una vergogna"

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GALLIPOLI - Tutti al mare nei lidi attrezzati del litorale gallipolino? Da questa mattina non per tutti. E sicuramente ciò non è stato possibile per i clienti abituali o giornalieri in almeno tre stabilimenti del versante sud, quali il Kudetà, il Bikini Beach e il Samsara. E questo perché, come era previsto e già annunciato già durante il ponte pasquale (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=27154) le sanzioni e i provvedimenti amministrativi adottati dal Comune di Gallipoli (su segnalazione delle forze di polizia) per i presunti gli eccessi e gli sforamenti della scorsa estate sono stati applicati "all'effettiva attivazione stagionale della licenza nel 2011".

E quindi il paradosso è proprio quello di vedere oggi quegli stabilimenti che, in tempi record erano già pronti a dare avvio alla stagione balneare e quindi aperti già per il ponte pasquale, poi forzatamente "chiusi" (dai 5 ai sette giorni) nel periodo di vero avvio stagionale. Ovvero, adesso, a fine giugno. Ancora una volta un braccio di ferro tra il rispetto delle regole imposto dalle normative vigenti, e troppo spesso violate, e la necessità degli operatori balneari di fare impresa e lavorare almeno nei periodi in cui il solleone "bacia" le spiagge gallipoline.

Una situazione che ha generato una pioggia di ricorsi amministrativi, in parte rigettati dal Tar, e che ha costretto i gestori di almeno tre lidi attrezzati a chiudere i battenti e soprattutto ammainare sdraio e ombrelloni. Una settima nera per gli operatori gallipolini. E sulla questione è intervenuto duramente anche il presidente di Assobalneari Salento, Mauro Della Valle, che ha inviato una lettera di dissenso al sindaco di Gallipoli, Giuseppe Venneri. Una missiva in cui il rappresentate dell'associazione dei balneari ripercorre le tappe che hanno portato all'applicazione dei provvedimenti differiti dall'amministrazione pubblica con una evidente finalità "sanzionatoria e punitiva nei confronti dei gestori".

"La vicenda ha raggiunto livelli di massima gravità a seguito della emanazione della determina dirigenziale con cui si è pensato bene di sanzionare quanto accaduto lo scorso anno con la chiusura totale dell'intero stabilimento balneare e non della sola attività di intrattenimento serale oggetto della infrazione" spiega Della Valle, "per la durata di ben sette giorni, compresi quindi sabato e domenica. Ulteriore gravità è rappresentata dal periodo scelto per tale imposizione ovvero l'inizio della stagione estiva quando le spiagge si riempiono di clienti e turisti, l'affluenza è significativa e, quindi, la imposta chiusura provoca ancora più 'male'. A ciò si aggiunga la scelta relativa alla durata della imposizione sanzionatoria, anche questa calcolata "ad arte" per creare il massimo dei disagi con gli stabilimenti chiusi durante il week-end".

"Credo che quanto accaduto rappresenti una delle pagine più scure della vita amministrativa di Gallipoli e delle scelte discrezionali effettuate" ammonisce Della Valle, "si è colpita in maniera impietosa e crudele la più importante delle attività imprenditoriali. L'unica che ha determinato la crescita turistica di Gallipoli, attraverso la gestione di stabilimenti balneari di eccellenza che vedono ogni anno personaggi importanti dello spettacolo e del mondo culturale ed imprenditoriale frequentare la città dando lustro alla stessa, visibilità a livello internazionale e crescita economica. La sanzione imposta non ha eguali in nessuna situazione precedente. I gestori dei lidi balneari sono stati puniti in maniera crudele e trattati alla stessa stregua di quanto non possa accadere in presenza di situazioni paragonabili a reati e tutto questo per avere avuto sul proprio lido un numero di persone di poco superiore a quanto previsto, senza che ciò sia imputabile a volontà dei gestori che non possono certo controllare l'affluenza al lido attraverso la battigia che rimane soggetta al libero transito ed al divieto di controllo".

E nel merito dei provvedimenti il presidente di Assobalneari Salento sottolinea che: "La imposta chiusura dell'intero stabilimento balneare per ben sette giorni a fronte di una presunta violazione che riguarda altra attività serale di intrattenimento, soggetta a diversa autorizzazione, ha determinato sconcerto a livello nazionale. Ho investito della questione il presidente nazionale di Assobalneari il quale mi ha comunicato la ferma intenzione di adoperarsi a livello istituzionale per denunciare la gravità di quanto accaduto e l'abuso messo in atto dall'amministrazione comunale di Gallipoli in merito alla vicenda. La tristezza che in questi giorni caratterizzerà la litoranea gallipolina, con gli ombrelloni chiusi e le saracinesche abbassate nella maggior parte dei lidi ivi presenti, è la dimostrazione tangibile di una pessima attenzione nei confronti del turismo, di una cultura del turismo che non ha ancora avuto modo di attecchire nella classe dirigenziale gallipolina".

E conclude: "La scelta intenzionale e programmata di chiudere i lidi in concomitanza con l'inizio della stagione estiva, oltre ad essere simbolica come dichiarazione di intenti nei confronti della categoria, rappresenta il peggiore biglietto da visita che la città di Gallipoli poteva offrire a livello nazionale ed ai numerosi turisti presenti o in arrivo. Personalmente ritengo che quanto accaduto rappresenti un attacco frontale e diretto nei confronti dell'intera categoria che mi onoro di rappresentare; anche di quei pochi che hanno avuto la fortuna di poter avere aperti i propri lidi e che ugualmente provano sdegno per la situazione in essere. Gli imprenditori balneari continueranno sicuramente a svolgere il proprio lavoro, con dignità, onestà e professionalità, come hanno sempre fatto, anche successivamente alla chiusura dei loro lidi, ma la scelta dell'Amministrazione lascerà una traccia indelebile su quello che dovrebbe essere il fiore all'occhiello di Gallipoli, ovvero il turismo balneare. L'unica attività trainante dell'intera economia cittadina".

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