Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

Discarica nella cava in esercizio: da Lecce il no del Consiglio

Con una delibera di consiglio, a ridosso della Conferenza dei servizi, il Comune ufficializzerà la sua opposizione al progetto presentato dalla ditta Geoambiente

Il sito, visto dall'alto.

LECCE – L’amministrazione comunale di Lecce è contraria alla realizzazione in località Parachianca di una discarica per rifiuti classificati come “speciali non pericolosi” e renderà palese la sua posizione proponendo al voto dei consiglieri – nella seduta dell’assise cittadina prevista per mercoledì - una delibera per blindare il proprio territorio. Sarà direttamente il sindaco, Paolo Perrone, a illustrare la questione in apertura dei lavori e l'approvazione del documento si può considerare scontata.

La precedente comunicazione da parte del governo cittadino circa la volontà di disertare la conferenza dei servizi in programma giovedì era stata interpretata come una mossa equivoca, anche da parte di forze della maggioranza come Forza Italia che proprio per questa mattina aveva convocato una conferenza per spiegare che la mancata partecipazione equivale al tacito assenso. La delibera di consiglio sarà immediatamente trasmessa agli enti interessati: in essa si mette in evidenza anche il fatto che il sito interessato - di proprietà della ditta Trio - è una cava in esercizio, alla luce di una delibera regionale che proroga l’attività fino al 2020 e che prevede anche il riempimento della cava stessa e la piantumazione di alberi da frutto e ad altro fusto.

Più in generale si rimarca il fatto che in quell’area, poco distante dall’abbazia di Cerrate, si punta allo sviluppo rurale e ricettivo e si ricorda l’esposizione di tutta la provincia di Lecce, e in particolare dell’area settentrionale, ad un’incidenza di patologie gravi conseguenza anche dei fattori inquinanti dai quali il Tacco d'Italia è bersagliato.

I rifiuti speciali non pericolosi sono una categoria molto ampia che include, per esempio, i rifiuti urbani, gli scarti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, il materiale di risulta di attività estrattive e di costruzioni, gli scarti della lavorazione agricola e delle carni, i rifiuti della lavorazione delle pelli e quelli della raffinazione del petrolio e molte altre tipologie.

Da quando è stata avanzata da parte dell’azienda Geoambiente la richiesta di valutazione di impatto ambientale ai fini della conseguente autorizzazione, il progetto di discarica ha trovato un’ampia opposizione. Tra le altre cose, si contesta la possibilità insita nella normativa vigente, che i rifiuti possano arrivare anche da fuori regione.

Inoltre, come sottolineato dal Forum Ambiente e Salute, la realizzazione della discarica passerebbe da un cambio di destinazione d’uso del lotto (da agricolo ad attività produttive) da parte del Comune di Lecce sul cui territorio il sito ricade, ma avrebbe ripercussioni più immediate sui centri dell’hinterland, come Surbo.

L’Unione dei Comuni del Nord Salento, da parte sua, ha votato una mozione proposta dal consigliere novolese Giovanni De Luca con la quale si chiede l’istituzione del Parco della Cave del Nord Salento, previo censimento delle stesse. La convinzione degli amministratori locali è abbastanza chiara: bisogna assecondare la vocazione ad un’economia sostenibile e turistica, come dimostrano le sempre più numerose attività di settore che nascono nelle campagne.

L’idea del parco, secondo Martina Gentile, consigliera comunale di minoranza a Surbo “rappresenterebbe, chiedendo una variante al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, una strategia di lungo termine per impedire altre minacce al nostro territorio, alla sua identità e una bellezza rurale tutta da gustare.

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