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Il Comune spegne i lampioni per salvare i conti: “Ma garantiremo la sicurezza”

Palazzo Carafa taglia la bolletta della luce riducendo l'illuminazione: "I vantaggi economici saranno innegabili", ha dichiarato l'assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Messuti. Ma la situazione finanziaria dell'ente è critica

LECCE – Si chiama razionalizzazione dell’illuminazione pubblica secondo i dettami di una norma regionale del 2005 sul risparmio energetico. Ma la finalità ambientale è solo una faccia, e non la principale, della medaglia: la decisione dell’amministrazione comunale di spegnere alcuni lampioni nel perimetro urbano si inserisce in un percorso di compressione dei costi che le esanimi finanze di Palazzo Carafa non possono più sopportare. Anche perché, lo riconosce lo stesso assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Messuti, la bolletta è più salata rispetto a quella di molti altri comuni.

E se, d’altra parte, sindaco e assessori rimandano la riscossione delle loro indennità per garantire il pagamento degli stipendi di febbraio dei lavoratori della Lupiae Servizi, è chiaro che il quadro economico del Comune, gravato da una spesa corrente di circa 120 milioni di euro,  si regge a malapena. L’assessore ai Lavori Pubblici ha comunicato la decisione della giunta precisando che non ci sarà alcuna ripercussione sulla sicurezza e la viabilità.

"Ci comportiamo come un buon padre di famiglia che cura con attenzione ogni dettaglio della gestione familiare. L'adozione di questo provvedimento - spiega Messuti - va nella direzione del conseguimento del risparmio energetico e della riduzione dei costi sopportati da questa amministrazione. I vantaggi dal punto di vista economico saranno innegabili: anche piccole buone azioni quotidiane possono produrre grandi risultati.  I cittadini leccesi, tuttavia, possono stare tranquilli: continueremo a garantire la sicurezza urbana e la regolare viabilita' cittadina, così come sempre abbiamo fatto, assicurando una significativa boccata d'ossigeno alle casse comunali".

La riduzione dell’illuminazione pubblica, misura adottata in altri comuni italiani, è già un dato di fatto, tanto che sulla bacheca del profilo Facebook dell’assessore un leccese ha "recapitato" senza troppi complimenti un messaggio dal tono inequivocabile: lo riterrà responsabile di eventuali episodi di microcriminalità o di infortuni che dovessero capitare agli anziani genitori, di 70 e 80 anni, che risiedono nei dintorni dello stadio. “Spegnete via Trinchese e Piazza Mazzini”, suggerisce come alternativa il cittadino, preoccupato che questa decisione comporti un’ulteriore forma di discriminazione tra centro e periferia.

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