Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Terminale di ricezione del gasdotto: il Comune diffida il comando dei vigili dei fuoco

L'amministrazione di Melendugno e la Regione Puglia sono convinti che il progetto debba essere inquadrato nella "direttiva Seveso" e per questo sottoposto a prescrizioni più rigide. Ma Tap e il ministero degli Interni la pensano diversamente

L'interno del comando provinciale dei vigili del fuoco.

MELENDUGNO – Nessun nullaosta fino a che non ci sarà una parola definitiva. Il Comune di Melendugno ha diffidato il comando provinciale dei vigili del fuoco di Lecce dal concedere il via libera al progetto di gasdotto Tap fino a quando non ci sarà una parola definitiva sull’assoggettabilità o meno  della parte che riguarda il terminale di ricezione alla “direttiva Seveso” che riguarda i siti industriali a rischio di incidenti rilevanti.

Sul punto i fronti sono nettamente contrapposti: da una parte la società che, confortata dal parere del ministero dell’Interno, ritiene di essere esclusa da ulteriori incombenze, ancor più dopo il via libera ricevuto dal ministro dell’Ambiente, dall’altra la Regione Puglia che è di opinione contraria. Si tratta di un elemento dirimente dell’intera vicenda perché se venisse ritenuta necessaria la conformità alla “Seveso”, allora l’intera procedura, che pare non lontana del traguardo, potrebbe registrare un inatteso stallo. In nome della sicurezza.

Lo stesso comando provinciale, allora diretto da Michele Angiuli (sostituito a settembre da Eugenio Barisano), aveva raccomandato a Tap di attenersi alla normativa più prescrittiva per non incorrere in successivi ed eventuali stop. Dal punto di vista tecnico si chiede, tra le altre cose, di simulare le conseguenze di incidente nel terminale di ricezione e per far questo di conoscere i reali limiti delle sostanze pericolose presenti nello stesso.

Ci si avvicina così, a colpi di diffida, all’apertura della conferenza dei servizi presso il ministero dello Sviluppo economico, ultimo step prima dell’apertura dei cantieri. Ma è in quella sede che la Regione Puglia, che già si è detta contraria all’approdo sul litorale di San Foca, potrà formalizzare il suo diniego con la possibilità di proporre delle alternative. Se non ci dovesse essere condivisione di almeno una delle altre opzioni, allora sarà il consiglio dei ministri ad avocare la questione per la decisione ultima. 

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