Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

Estimi catastali, dal Comune un secondo ricorso contro l’Agenzia del territorio

Istanza ad adiuvandum al ricorso delle associazioni. Il primo documento di Palazzo Carafa rischia di essere respinto per presentazione oltre i termini. Melica, Udc: "Ancora non si capisce perché Perrone non abbia ritirato la delibera del 2010"

LECCE –  Come se ce ne fosse bisogno, arriva sul tavolo del Tar di Lecce un altro ricorso relativo alla vicenda del classamento degli immobili. Si tratta di quello predisposto dal Comune di Lecce ad adiuvandum a quello già depositato dalle associazioni dei consumatori Codacons, Adusbef, Adoc. E si tratta del secondo redatto dall’ufficio legale di Palazzo Carafa sulla stessa vicenda: sul primo, d’altra parte, incombe la minaccia di un respingimento per un vizio formale (presentazione fuori termine) e così l’amministrazione ha pensato di puntellare la propria posizione con un’istanza a sostegno di quello che verrà discusso il 22 maggio prossimo. La richiesta di sospensiva, in prima battuta, è stata negata; ora si passa al merito della questione.

Ricapitolando: l’ente comunale presenta un ricorso, la minoranza un altro ad adiuvandum, le associazioni un altro ancora per conto loro e di nuovo ancora il Comune che si schiera al fianco di Codacons e “soci”. Con un ma che è molto significativo: nella sua nuova discesa in campo, chiede l’accoglimento delle ragioni delle associazioni solo nella parte in cui si censura quella dell’Agenzia del territorio e non nell’altra in cui si attacca il fondamento giuridico-politico del classamento, cioè le delibere del 2010 con cui è stato conferito il mandato. Avallare in toto, dunque, i ricorsi delle associazioni avrebbe significato smentire se stessi.

E la strumentalità di questo approccio non sfugge alle sigle che difendono i cittadini e i consumatori anche se non manca la soddisfazione per questa inedita convergenza: “L’odierna costituzione in giudizio ad adiuvandum alle ragioni delle associazioni dei consumatori – si legge in una nota di Codacons -, deve leggersi con quanto apparso qualche giorno addietro sulla stampa locale, ovvero l’avvio di una procedura di riconsiderazione, da parte del Comune di Lecce, della conformazione delle cosiddette microzone censuarie in linea con lo studio operato sia dall’Ordine degli ingegneri di Lecce sia dalla Confedilizia Lecce. Di là dall’esito dei giudizi in corso, il Codacons di Lecce non può che esprimere la propria soddisfazione per la scelta del Comune di Lecce di sostenere, con passi concreti, una battaglia iniziata nell’interesse dei cittadini leccesi poiché ciò rende assolutamente manifesta la bontà dell’azione giudiziaria intrapresa e della scelta operata che se non fatta avrebbe drammaticamente danneggiato tutti i cittadini di questa città”.

Dal fronte politico arriva il commento di Luigi Melica, consigliere comunale dell’Udc: “Se il Comune avesse ascoltato noi delle minoranze, oggi non sarebbe stato necessario presentare un ricorso al Tar perché la procedura adottata dall’Agenzia per il territorio poteva essere bloccata; se si fosse intervenuti tempestivamente, infatti, si sarebbe potuta revocare la delibera con la quale il Comune, nel 2010, aveva affidato all’Agenzia del territorio il riclassamento degli immobili. Ancora non comprendiamo il perché di tale decisione”.

melica_conf-3Nel suo lungo intervento l’esponente centrista ricostruisce le tappe della complicata storia che tiene in ansia i proprietari di circa 60mila unità immobiliari: se il classamento dovesse passare indenne dal vaglio della giustizia amministrativa e dai seimila contenziosi aperti in sede tributaria, allora la rendita catastale aumenterebbe in media del venti per cento.

Il 20 novembre del 2012, quando ancora non erano partite dall’Agenzia del territorio nemmeno i primi avvisi di accertamento, la minoranza, con Carlo Salvemini, chiese il ritiro in autotutela della delibera del 2010. La maggioranza rispose picche e per trovare una via d’uscita si mediò su un ordine del giorno – in effetti poi votato all’unanimità – che impegnava il sindaco a chiedere all’agenzia di considerare la sospensione degli effetti del classamento. Alla conseguente lettera del primo cittadino rispose brevemente, nei giorni successivi, il responsabile locale dell’Agt, chiarendo che non si possono annullare le conseguenze di un procedimento amministrativo concluso.

Questo diniego fu portato però all’attenzione dei consiglieri comunali solo un mese dopo, ai primi di gennaio, tanto da suscitare le proteste dell’opposizione. A quel punto però molti leccesi avevano già ricevuto la “cattiva notizia” dell’aumento degli estimi e il conto alla rovescia per la presentazione del ricorso era già partito. Ecco perché, come eccepito al Tar dall’avvocatura di Stato che patrocina la posizione dell’Agt, il ricorso del Comune potrebbe essere stato presentato in ritardo. Ed ecco perché, infine, l’amministrazione ha preparato la seconda istanza.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Estimi catastali, dal Comune un secondo ricorso contro l’Agenzia del territorio

LeccePrima è in caricamento