Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

Gasdotto, altri due comuni deliberano contro. Cresce il “comprensorio No Tap”

I consigli comunali di Calimera e Caprarica di Lecce pronti a votare. E presto dovrebbero aggiungersi Soleto, San Cesario e Cavallino. I sindaci di Melendugno e Vernole incontrano il sottosegretario De Vincenti: opera incompatibile col territorio

Vernole, dibattito pubblico sul gasdotto del 24 settembre.

LECCE – Sono pronte le deliberazioni di altri due consiglio comunali contro il progetto di gasdotto di Tap, che prevede approdo a San Foca e una centrale di depressurizzazione sul territorio di Melendugno, ma non distante nemmeno da Vernole, Castrì di Lecce e Calimera. E proprio l’assise di quest’ultimo centro, insieme a quella di Caprarica di Lecce, si pronuncerà nei prossimi giorni per invitare la Regione Puglia a esprimersi negativamente nella valutazione di impatto ambientale. Passaggio obbligato, ma comunque non vincolante perché in ballo c’è un’opera considerata di interesse nazionale e comunitario. E a breve risponderanno all’appello lanciato nelle scorse settimane a tutto il Salento dal sindaco di Melendugno, Marco Potì, anche Soleto, Cavallino, San Cesario e Vernole.

Il consorzio Tap, che nei mesi scorsi ha ottenuto dai proprietari dei ricchi giacimenti di gas naturale dell’Azerbaigian il via libera, ha presentato il definitivo studio di impatto sociale e ambientale il 10 settembre scorso, ribadendo pubblicamente la bontà del progetto, il massimo rispetto per la vocazione turistica del territorio e le buone opportunità occupazionali insite nell’avvio del cantiere. Tutte argomentazioni che non hanno convinto né gli attivisti del Comitato No Tap – operatori turistici, residenti e pescatori – né l’amministrazione comunale di Melendugno che si è già espressa tre volte in maniera contraria. L’ultima. Il 14 ottobre. Insomma, prende corpo quel comprensorio No Tap che già in alcuni dibattiti pubblici – a Vernole, a Castrì di Lecce e a Calimera – ha avuto modo di dimostrare la propria determinazione.

Intanto, nel pomeriggio di oggi, presso la Provincia di Lecce, il sottosegretario alle Attività Produttive, Claudio De Vincenti, incontrerà i membri della commissione Ambiente, presieduta dal senatore del Pdl, Francesco Bruni. Palazzo dei Celestini sta predisponendo le osservazioni da presentare al ministero dell’Ambiente rispetto al progetto con la consulenza di Alberto Basset, ordinario di Ecologia e di Biologia ed Ecologia delle Comunità all’Università del Salento. Parteciperanno Marco Potì e Luca De Carlo, sindaco di Vernole, i quali avranno modo di sottolineare davanti all’esponente del governo l’incompatibilità di quella porzione di territorio con il tipo di opera. Si ricordi che la scorsa settimana il Senato ha dato via libera alla ratifica del trattato trilaterale tra Italia, Grecia e Albania, preliminare alla costruzione del gasdotto con voto favorevole di Pdl, Pd, Lega Nord e Scelta Civica.

A sostegno della mobilitazione contro il gasdotto è schierata anche la sezione provinciale della Lega italiana contro i tumori. E’ di oggi la comunicazione che Lilt aprirà le sue 28 sedi sparse sul territorio per avviare una massiccia opera di informazione e sensibilizzazione: “Il dibattito locale e la presa di distanza dal progetto all’interno dei comitati spontanei e delle amministrazioni territorialmente toccate dal passaggio del gasdotto (delibera unanime del Comune di Melendugno) – si legge in un passaggio della nota a firma del presidente, l’oncologo Giuseppe Serravezza - sono costanti e in crescita al pari del proseguimento dell’iter in sede governativa nazionale italiana e presso la Commissione Europea”.

“Lo scollamento e lo iato tra la periferia - la cittadinanza e le istituzioni locali - e i vertici amministrativo-politici - governo centrale e Commissione Europea - sono evidenti nonostante dal Salento si sia tenuta alta l’attenzione sulle molteplici problematiche conseguenti il progetto e cercato, con mezzi e modi civili, di far pesare le ragioni locali del dissenso invocando letture e valutazioni diverse. I tempi stringono e occorre fornire un surplus di argomentazioni tali da far superare questa condizione di incomunicabilità e di inopportuno distanziamento”. 

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