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Foto d'archivio.

Foto d'archivio.

Adeguamento delle tariffe: dai Comuni 27 milioni a Progetto Ambiente

Avviata a conclusione la querelle sul costo del conferimento dei rifiuti nell'impianto di Cavallino. A Palazzo dei Celestini le 60 amministrazioni locali presenti ratificano l'accordo

LECCE – Sessanta Comuni dell’Ato di Lecce hanno ratificato l’accordo che era stato già raggiunto dal direttore dell’Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti, Gianfranco Grandaliano, e il sindaco di Casarano, Gianni Stefano, in rappresentanza delle amministrazioni locali. In pratica tutti i delegati presenti alla riunione di questa mattina a Palazzo dei Celestini hanno dato il loro assenso, mentre a quelle assenti verrà inviata una comunicazione.

Il nodo che finalmente è stato sciolto è quello relativo alle tariffe di conferimento nell’impianto di Cavallino che produce combustibile da rifiuto, di proprietà della società Progetto Ambiente (del gruppo Mercegaglia e della famiglia Albanese di Massafra). Sulla questione si è sviluppato un contenzioso lungo e complesso che, nel tempo, si è risolto in maniera sempre favorevole all’azienda, difesa dall’avvocato Luigi Quinto.

Ma, a dispetto delle sentenze che via via si succedevano sul fronte amministrativo, i Comuni si sono a lungo arroccati, respingendo anche le proposte di soluzioni transattive avanzate nelle varie fasi della disputa da Progetto Ambiente. Un ruolo importante per la mediazione raggiunta lo ha svolto l’Ager che è stata istituita nel 2016 anche con il compito di stabilire annualmente il regime delle tariffe.  E così è stato fatto con l’adeguamento per il periodo 2010-2017 secondo il decreto di Grandaliano del 29 giugno del 2017.

Sono stata apportate le seguenti variazioni al rialzo (Iva inclusa): 32,51 per tonnellata per il 2010; 35,73 euro per il 2011; 32,73 euro per il 2012; 32,28 euro per il 2013; 33,35 euro per il 2014, il 2015 e il 2016; 36,86 euro per il 2017. In base a questo conguaglio gli importi complessivi sono stati calcolati come segue: 3,6 milioni per Lecce; 1,4 per Nardò; 1,2 per Gallipoli; 752mila euro per Galatina; 526mila per Tricase; 443mila per Taviano; 417mila per Racale; 383 mila per Otranto; 371mila per Maglie; 300mila per Parabita e così via per tutti gli altri per un importo complessivo di poco più di 27milioni di euro.

L’intesa si basa su alcuni punti prioritari: intanto, per recuperare le perdite messe in evidenza dall’azienda nella gestione del servizio (circa 20 milioni di euro), sarà concessa una proroga della concessione. Ai Comuni sarà data la possibilità di pagare gli arretrati, consistenti solo nella sorte capitale, in tre annualità. Per le amministrazioni che chiederanno “tempi supplementari” scatteranno invece gli interessi. Dal 2019, infine, si terrà conto di quella determinata dall’agenzia che ricercherà sul mercato il terminale più conveniente per lo smaltimento del cdr e riconoscerà all’azienda il costo sostenuto.

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