Sabato, 24 Luglio 2021
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Comuni ricicloni 2012, in Puglia scarseggia la virtuosità. Salento in ritardo

Il dossier nazionale del premio conferma un deficit di differenziata: un Comune su 5 supera il 60 per cento. Nella regione bene solo Monteparano, la Provincia di Lecce rincorre. Tarantini: "Continua la dittatura delle discariche"

LECCE - In Italia solo un Comune su 5 supera il 60 per cento di raccolta differenziata, ossia il 18 per cento del totale dei comuni italiani e 1 su 7 (pari al 13 per cento) supera il 65 per cento. Sono questi i dati più di facile lettura del rapporto “Comuni ricicloni 2012”, realizzato da Ecosportello rifiuti, strumento di informazione di Legambiente per le pubbliche amministrazioni sulle raccolte differenziate.

Il dossier, patrocinato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con la collaborazione di varie realtà del settore, culmina con una premiazione che si tiene a Roma, domani 10 luglio: il Nord Italia meglio del Sud, stando ai dati. Ad aggiudicarsi il primato della gestione dei rifiuti, infatti, è Ponte della Alpi, in provincia di Belluno, per la terza volta in vetta alla classifica di Legambiente, mentre sono 1.123 i comuni che vincono l’appellativo di “ricicloni 2012”, per aver superato il 65% di raccolta differenziata, mentre ben 833 comuni si confermano “zoccolo duro” del concorso, comparendo da tre anni consecutivi nelle classifiche.

Col riconoscimento, infatti, si premiano quei comuni che hanno raggiunto già nel 2011 la quota che, per legge, è richiesta solo dal 2012 di almeno il 65% di raccolta differenziata (era del 60% lo scorso anno). Il risultato è stato positivo, considerando che se ai 1.123 comuni ricicloni (1 comune su 7 pari al 13 per cento dei comuni italiani) aggiungessimo i 365 che hanno comunque superato il 60% di raccolta differenziata (richiesto dalla normativa per il 2011) si arriva alla quota di 1.488 comuni in regola con la legge dello Stato.

E in Puglia? Solo Monteparano, in provincia di Taranto, si riconferma unico comune riciclone, mentre Rutigliano, nel barese, riceve la menzione speciale “emergenti nell’emergenza”. Inutile dire che il Salento, nella speciale classifica, insegue: secondo gli esperti nell’area della Provincia di Lecce, i ritardi che si scontano sono frutto del problema di un adeguato ciclo rifiuti, causato dall’assenza degli impianti necessari.

Ci sono comunque realtà “virtuose” che si avvicinano al 50 per cento della raccolta differenziata, ma, in generale, si inseguono i parametri richiesti dalla legge. A livello più generale, i Comuni della Provincia di Lecce, pur nelle difficoltà logistiche dell’impiantistica e pur nei ritardi evidenti, si starebbero forzando per risalire la china, registrando importanti progressi. Negativi, invece, sembrerebbero i risultati dei capoluoghi di provincia, e, quindi, anche di Lecce.

Al momento, però, il report è nazionale e non permette di quantificare nello specifico quali siano i numeri effettivi di questa “crescita”. Nel giro di qualche settimana, saranno resi pubblici tutti i dati delle singole realtà comunali.

“I dati dell’edizione nazionale di Comuni ricicloni confermano come nella nostra regione continua la dittatura delle discariche - dichiara Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia -, la raccolta differenzia è ferma a percentuali troppo basse rispetto agli obiettivi di legge, per non parlare del trend decisamente negativo dei capoluoghi di provincia”.

“Occorre una svolta – prosegue - a partire da alcune priorità quali: l’impiantistica, soprattutto quella per il trattamento della frazione umida e la raccolta differenziata porta a porta. In autunno, -conclude Tarantini - presenteremo la quinta edizione regionale di Comuni Ricicloni e faremo, come ogni anno, un focus sulla situazione impiantistica e sulle percentuali di raccolta differenziata nei 258 comuni pugliesi”.

 

 

 

 

 

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