Concessione lidi balneari: "Normativa da modificare"

Questa mattina a Palazzo Carafa un incontro fra l'assessore Tondo, consiglieri regionali eletti in provincia e sindaci dei Comuni rivieraschi. Visionato il documento da spedire alla Regione Puglia

Questa mattina, a Palazzo Carafa, l'assessore alla Pianificazione e sviluppo del territorio Angelo Tondo ha incontrato una delegazione dei consiglieri regionali eletti in provincia di Lecce, composta da Raffaele Baldassarre e Luigi Caroppo, i sindaci (o loro delegati) dei comuni rivieraschi della provincia, diversi titolari di stabilimenti balneari e rappresentanti delle categorie interessate.

La riunione è stata organizzata per effettuare una valutazione del documento, stilato insieme all'avvocato Pietro Quinto, che contiene una proposta di modifica ed integrazione della normativa riguardante il demanio e le concessioni per gli stabilimenti balneari. Presa visione, ora il documento sarà sottoposto alla Regione Puglia.

In vista della stagione estiva, le amministrazioni interessate, così come l'Anci, chiedono all'assessore regionale all'Urbanistica Angela Barbanente e all'assessore regionale al Demanio Marittimo Guglielmo Minervini di apportare una modifica alla normativa che riguarda gli stabilimenti balneari e le strutture precarie. Oggetto: ridurre al minimo ll'incidenza ambientale del fenomeno e preservare gli interessi dei concessionari.

Attualmente esiste infatti un'incongruenza che comporta difficoltà all'attività degli Uffici tecnici comunali e disagi per gli operatori. La richiesta, in sostanza, riguarda la possibilità di un raccordo operativo tra la legge regionale n. 17/2006 ed il Putt, "in modo da estendere all'estensione sotto il profilo urbanistico la facoltà di mantenere la gestione degli stabilimenti balneari per l'intero anno, ferma restando la precarietà delle opere e quindi delle relative autorizzazioni, ed a condizione che prima della scadenza sia della concessione demaniale sia del permesso di costruire sia stata prodotta regolare istanza di rinnovo non solo del titolo concessorio, ma anche dei permessi edilizi", spiega una nota di Palazzo Carafa. In questo modo, si potrà evitare "l'automatismo della rimozione dei manufatti e la loro nuova applicazione e la relativa incidenza sia in termini ambientali, sia di costi economici per i concessionari".
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"Da tempo abbiamo evidenziato la discrasia e per questo sollecitato la Regione Puglia ad armonizzare la normativa- ha sottolineato l'assessore Angelo Tondo -, ma non abbiamo avuto sinora alcun riscontro alla richiesta. Pensiamo che il nodo vada risolto, dal momento che l'incongruenza comporta un costo in termini ambientali, ma anche economici, del fenomeno. Pensiamo possa essere utile nella sostanza e nella tempistica questa nostra proposta di modifica che congiuntamente (amministrazioni comunali e operatori direttamente interessati) sottoponiamo alla Regione".

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