Concessioni balneari, il Comune di Lecce propone la proroga per tre anni

La norma nazionale, in contrasto con quella dell'Unione Europea come diverse sentenze hanno già chiarito, fissa il nuovo termine al 2033. Da Palazzo Carafa una proposta tecnica e politica di transizione

Una spiaggia leccese (Frigole).

LECCE – La giunta comunale di Lecce ha approvato una delibera di indirizzo per la proroga di tre anni delle concessioni demaniali marittime, tutte in scadenza al 31 dicembre. Si tratta di una soluzione tecnica e politica insieme, hanno spiegato il sindaco, Carlo Salvemini, e l’assessora con delega alle Marine, Rita Miglietta.

Il provvedimento, però, ha già incontrato il disappunto di Mauro Della Valle, presidente di Federbalneari Salento che spinge per fissare il termine al 2033 come previsto dalle norme volute prima dal governo targato Lega-M5S e poi recepite, in piena prima ondata pandemica, dall'attuale esecutivo sotto la pressione dei balneari che, in molte regioni di un paese costiero come l'Italia, hanno un peso specifico rilevante: "È la legge votata dalla maggioranza parlamentare cui il sindaco di Lecce si ispira - commenta il responsabile dell'associazione di categoria -, voluta e sostenuta dai ministri che reiteratamente apprezza. È la legge di cui ha sollecitato l'applicazione il presidente della Regione attraverso anche ben due circolari regionali, che il Sindaco di Lecce ha votato ed invitato a votare. Noi siamo rispettosi della legge ed auspichiamo l’applicazione della legge nella sua genesi; anche il sindaco di Lecce dovrebbe applicarla".

Alcune amministrazioni locali, però, non considerano pacifica la concessione della proroga al 2033 perché sia sentenze dei tribunali amministrativi regionali sia le pronunce della Corte di giustizia europea considerano il regime delle concessioni, che era in scadenza alla fine di quest’anno, sia una violazione del principio della libertà di stabilimento (non si può discriminare un imprenditore di altro paese dell’Unione Europea) sia della direttiva Bolkestein sulla libera concorrenza dei servizi (le concessioni, insomma, devono essere affidata tramite gare di evidenza pubblica). E, come noto, il diritto comunitario prevale.

La questione è dunque aperta, perché i dirigenti comunali non firmano in questa situazione documenti di cui sono responsabili davanti alla legge, mentre gli imprenditori balneari rivendicano certezze per i loro: a oggi al settore Pianificazione e Sviluppo del Territorio del Comune di Lecce sono pervenute 21 domande di proroga al 2033, presentate in forza della legge 145 del 2018. I richiedenti avranno la facoltà di aderire o meno alla proroga triennale.

“È un provvedimento con il quale la politica torna protagonista, assumendo l’iniziativa di proporre una soluzione concreta e percorribile, su un tema ormai da tempo orientato esclusivamente da sentenze della giustizia penale e amministrativa – ha dichiarato il sindaco di Lecce Carlo Salvemini –. Con questo atto di indirizzo apriamo le porte alla continuità delle attività balneari laddove è evidente che l’attuale combinazione di leggi e sentenze le chiuderebbe al 31 dicembre. Per questo l’auspicio è che l’occasione venga colta dai concessionari balneari e con essa l’invito alla collaborazione e alla condivisione che l’amministrazione comunale rivolge, in continuità con il percorso intrapreso negli ultimi anni. Siamo convinti che questa proposta tecnica sia il passo giusto con il quale avviare la fuoriuscita da una condizione di incertezza dalla quale i Comuni sono negativamente condizionati. Lecce, come capoluogo, indica una direzione sostenibile e praticabile”.

“Proponiamo una sintesi nella determinazione dell'interesse pubblico, un equilibrio tra interessi della collettività e interessi privati – ha spiegato l'assessora alle Marine, Rita Miglietta –. Con questa delibera di indirizzo riconosciamo l'urgente necessità di individuare soluzioni fattibili per la gestione integrata delle spiagge, non garantita in modo automatico dal Dl Rilancio, e il bisogno di porre in essere strumenti attivi di protezione di un bene finito, quali sono le spiagge, con la cooperazione tra amministrazione e balneari nell'implementazione del monitoraggio dell'erosione. La proroga tecnica è una proposta coerente con il carattere eccezionale del tempo che stiamo vivendo, fondata su una attenta ricognizione del nostro litorale e invita i balneari a valutare una proposta cooperativa certa, con un orizzonte temporale tangibile. Stiamo facendo ogni sforzo necessario a completare l'iter di approvazione del Piano delle Coste per aprire presto alla possibilità di nuove concessioni negli ambiti demaniali che oggi non sono in concessione e per portare l'attuale offerta di servizi balneari esistenti nel futuro, non derogando più al tema del rischio di irriproducibilità delle nostre spiagge”.

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