Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

Corsa alla segreteria del Pd. Cuperlo su Renzi: "Rivendicava l'agenda di Monti"

A Lecce uno dei candidati alla guida dei democratici. Necessità del congresso, ma anche urgenza di cambiare la legge elettorale. Toni pacati, ma non mancano gli affondi al sindaco di Firenze: "Sul mercato del lavoro ha sposato la visione di Ichino, finito a Scelta Civica"

Gianni Cuperlo nella mediateca delle Cantelmo.

LECCE - Nella corsa alla segreteria del Partito democratico, Gianni Cuperlo è stato il primo candidato a raggiungere il Salento. Anche se, lo ha raccontato lui stesso, in autogrill un signore lo ha scambiato per Pippo Civati, giovane esponente del partito in corsa per la segreteria. "Patrocinato" dai parlamentari Teresa Bellanova e Salvatore Capone, l'esponente considerato vicino alla sinistra del partito e a Massimo D'Alema ha incontrato prima i cronisti e poi dirigenti e simpatizzanti per discutere dei temi che animeranno la lunga fase che porterà alla scelta del nuovo leader.

La prima questione affrontata nell'incontro con i giornalisti è stata proprio quella relativa alla diatriba sul congresso, che dovrebbe tenersi entro novembre: "Il congresso non deve essere vissuto come un problema, ma come una grande occasione di rilancio del partito nella società italiana, anche in termini di entusiasmo". L'eventualità di una crisi di governo, legata all'esito della vicenda sulla decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore, cambierebbe ovviamente l'agenda della politica nazionale: "La destra si assumerebbe un'enorme responsabilità. Certo non possiamo votare con questa legge: oltre che dal punto di vista economico, bisogna mettere in sicurezza anche la democrazia in questo Paese", ha detto Cuperlo con riferimento agli ultimi sondaggi, secondo i quali, con il Porcellum, si potrebbe ripetere la situazione di ingovernabilità che ha determinato il governo delle larghe intese.

Piuttosto accorto nel non cadere nella "trappola" della polemica nei confronti di Matteo Renzi, candidato in pectore e per giunta come favorito, non ha però risparmiato al sindaco di Firenze una breve stoccata: "Solo qualche mese fa rivendicava l'agenda economica di Monti e sul mercato del lavoro ha sposato le tesi di Pietro Ichino, poi confluito in Scelta Civica". Cuperlo ha anche aggiunto di non condividere di Renzi la visione del partito come diviso tra gruppo degli amministratori e gruppo dei parlamentari.

Nell'analisi retrospettiva dei principali passaggi politici dell'ultimo anno, il candidato ha rimarcato la sottovalutazione del significato delle elezioni politiche di febbraio: "E' stato un risultato deludente e paradossale, nonostante i 293 eletti alla Camera. Non abbiamo compreso la reale natura del sommovimento che c'era dietro la perdita di milioni di voti, una rivoluzione ben più intensa di quella del triennio dal '93 al '95 che pure portò ad una ricollocazione dell'elettorato all'interno però degli schieramenti tradizionali". E qui il riferimento esplicito è stato al Movimento Cinque Stelle, entrato sulla scena politica dalla porta principale forte di 8 milioni di voti, gran parte dei quali persi dal Pd e dal Pdl. Un altro elemento di debolezza del partito, secondo Cuperlo è stata l'incapacità, molto più datata, di adeguarsi ai rapidi cambiamenti della società "alla modalità stesse con cui la cittadinanza determina se stessa. Il Paese è cambiato rispetto a 20 anni addietro eppure la discussione tra i partiti e nei partiti è rimasta ferma ad allora".

Nelle prossime settimane verrà definita la "griglia" ufficiale per la battaglia congressuale: oltre a Civati ci dovrebbe essere l'europarlamentare Gianni Pittella, mentre negli ultimi giorni sono stati chiamati in causa anche Goffredo Bettini e Filippo Andreatta. Tutti però attendono l'ufficializzazione della candidatura di Matteo Renzi, che ha deciso di conquistare la leadership del centrosinistra sbaragliando prima la concorrenza interna al Pd.

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