Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Da Punta Palascia a Porto Miggiano, la Regione assicura vigilanza

L'assessore al Territorio, Angela Barbanente, è intervenuta alla conferenza del Comitato per Punta Palascia, dove si voleva ampliare la base militare. Sulla Maglie Otranto precisa: "Vigileremo perché sia strada parco"

Angela Barbanente e Alessandro Presicce

LECCE - Spirati i termini di eventuali ricorsi al Consiglio di Stato, Punta Palascia è salva. La notizia, ufficiale dal 18 aprile, è stata commentata oggi nell'ambito di una conferenza stampa promossa dal comitato che si è battuto per l'integrità del sito e alla quale è intervenuta l'assessore regionale al Territorio, Angela Barbanente. Nell'occasione il discorso è stato allargato a tutte quelle opere, di evidente impatto paesaggistico, che insistono sul Salento: dalla questione di Porto Miggiano alla strada regionale 8 Lecce-San Foca, senza dimenticare la Maglie-Otranto. Vicende diverse per cronologia e merito, ma rispetto alle quali emerge un comune denominatore: la pretesa da parte della Regione del rispetto della correttezza dell'iter amministrativo e delle nuove disposizioni di legge, da ultimo il Codice per i beni culturali che è anche uno dei riferimenti principali del nuovo Piano urbanistico territoriale che attende - primo in Italia -  il via libera del ministero. 

Dopo un'introduzione di Alessandro Presicce a nome del Comitato "Giù le mani da Palascia", l'avvocato amministrativista Adriano Tolomeo ha illustrato i punti "qualificanti" della sentenza con la quale il Tar di Lecce, il 29 settembre del 2011, ha accolto il ricorso proposto da Vincenzo Scarfidi,  Associazione Giuristi Democratici e, appunto, il comitato stesso. "Innanzitutto è la prima sentenza in Italia che specifica il rapporto tra il nuovo Codice dei beni culturali e le opere di difesa nazionale; in secondo luogo è fondamentale per la legittimazione riconosciuta ad un gruppo di persone e di enti che si sono messi insieme". Tolomeo ha anche fatto presente che resta da rendere esecutiva la sentenza del Tar, ripristinando cioè lo stato dei luoghi precedente ai primi interventi di sbancamento del costone roccioso più orientale d'Italia.

L'assessore Barbanente, da parte sua, ha ribadito la sua soddisfazione perché "questa sentenza offre un'apertura alla speranza. La battaglia in difesa del paesaggio è difficile - ha spiegato - perché abbiamo a che fare con interventi che vengono da lontano". Come ad esempio quello che sta interessando Porto Miggiano, sul quale l'esponente della giunta regionale ha gà assunto una posizione di netta contrarietà alle costruzioni previste, sollecitando più volte - anche con un incontro formale a Bari - l'amministrazione di Santa Cesarea ad una attenta ricognizione di tutto l'iter procedurale: "Sappiamo bene che esiste un parere favorevole della Regione che risale agli anni '90, ma questo non significa che il principio della continuità amministrativa debba prevalere sull'evoluzione della normativa che c'è stata da allora ad oggi, partendo dal Put vigente fino al Codice dei beni culturali.

Gli esponenti del Comitato per la tutela di Porto Miggiano, presenti all'incontro per esplicitare il proprio sostegno alla causa di Punta Palascia, hanno accolto con favore le parole della Barbanente augurandosi che "la sensibilità dimostrata sulla questione possa trasformarsi in audacia allorché la Regione dovrà affrontare la questione dei comparti ricadenti nel territorio di Santa Cesarea Terme". La discussione ha abbracciato anche il tema della strada regionale 8 e della Maglie-Otranto ed anche qui l'assessore ha attivato i funzionari regionali scoprendo, ad esempio, che per il secondo caso "non è mai stato espresso un parere paesaggistico", salvo un verbale di Conferenza dei servizi. Per la strada che collega Lecce a San Foca poi, Angela Barbanente ha confermato che mancano ancora i progetti esecutivi e che comunque, nell'uno e nell'altro caso, l'intenzione della Regione è quella di consentire solo la realizzazione di strade parco.

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