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Sabato, 27 Novembre 2021
Politica

Il Pd al sindaco Perrone: “Basta campagna elettorale permanente”

Dopo il botta e risposta tra amministrazione e Iacp, il gruppo consiliare democratico invita il primo cittadino ad abbassare i toni e ad occuparsi delle proprie responsabilità a tempo pieno invece di attaccare sempre e comunque la Regione Puglia

LECCE – E’ un perentorio invito a dismettere i panni del politico in perenne campagna elettorale per indossare a tempo pieno quelli dell’amministratore. Il gruppo consiliare del Partito democratico è intervenuto oggi sulla querelle tra il sindaco di Lecce, Paolo Perrone e l’Istituto autonomo case popolari, sorta dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha ribadito la proprietà in capo all’istituto dei terreni sui quali il Comune intende presto trasferire il mercato bisettimanale.

Quell’area è stato oggetto di una permuta tra le due parti, evidentemente non perfezionata – sebbene l’opinione di Palazzo Carafa sia diversa -  tanto è vero che il supremo organo della giustizia amministrativa ha stabilito che il Comune deve corrispondere una somma di denaro per divenire titolare della proprietà a tutti gli effetti. Che l’iter non fosse concluso, del resto, secondo Antonio Torricelli ne era consapevole la stessa amministrazione leccese: una determina dirigenziale dell’aprile del 2010 aveva infatti impegnato 200mila euro per l’eventuale esproprio coatto delle aree oggetto di intervento (somma poi svincolata e destinata ad altro).

Insieme al vice presidente del consiglio comunale erano presenti il capogruppo, Paolo Foresio, Maria Paola Leucci, Antonio Rotundo e Sergio Signore (Loredana Capone era impegnata a Bari). Foresio ha sollecitato la giunta al varo di un piano straordinario per la casa, sulla scia di quanto Michele Emiliano ha annunciato per Bari: “In quasi 20 anni di governo il centrodestra non ha mai pensato ad affrontare davvero la questione dell’edilizia residenziale pubblica. Hanno sempre pensato ad altro: basti pensare agli 8 milioni di euro dirottati sull’intervento alle cave di Marco Vito”.

Il Pd ha difeso Sandra Zappatore, coordinatrice generale di Iacp, attaccata ieri dal sindaco perché giudicata troppo contigua ai democratici: è stata ricordata la libertà costituzionalmente garantita di svolgere attività politica, sulla falsariga di quanto argomentato ieri dal commissario straordinario dell’ente, il vice prefetto Daniela Lupo.

Sul presunto conflitto di interessi Torricelli ha ricordato che solo con il centrosinistra al governo della Regione - dopo anni di debiti accumulati e di interferenze del centrodestra - Iacp è passato ad una gestione commissariale, affidata cioè non a politici ma a esponenti delle istituzioni e che dal 2006 ad oggi sono stati fatti molti più investimenti in nuove costruzioni e di manutenzione del patrimonio esistente rispetto alla gestione precedente.

Più in generale, secondo il Pd cittadino, Perrone non perderebbe occasione di alzare il tiro sulla Regione sorvolando invece sulle proprie responsabilità. Due esempi: nel settore dei trasporti pubblici, è stato rammentato al primo cittadino, solo grazie ai finanziamenti che arrivano da Bari viene garantito il servizio ai cittadini (il Comune ha ridotto a zero la sua parte), assicurando tra l’altro la divisione degli utili agli azionisti pubblici e privati (Palazzo Carafa ha il 49 per cento).

Sul fronte della raccolta differenziata basterebbe invece prendere esempio da Andria, comune delle stesse dimensioni di Lecce: grazie al porta a porta si è passati in due anni dal 20 al 67 per cento: “Eppure – ha precisato Torricelli – il Comune di Lecce ha incassato 27 milioni tra recupero evasione tributaria e ruoli ordinari e ne ha spesi 21”.

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