Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

Congedo alla Poli: "Non porre veti, non hai vinto sola"

A muso duro il leader della lista civica "La Città" replica all'imposizione dell'ex sindaco di Lecce sottolineando l'indispensabile suppoprto dei suoi per la vittoria di Paolo Perrone

Nessuno tocchi "La Città". Il leader della lista civica lancia l'avvertimento. Saverio Congedo non pronuncia nomi, ma il destinatario degli strali è chiaro. "Oggi, a campagna elettorale chiusa - ha valutato oggi in conferenza stampa il fuoriuscito da An -, dobbiamo rilevare con rammarico che, nonostante la città viva questioni serie che richiedono politiche immediate a distanza di quasi un mese dalle elezioni Lecce, malgrado il duro lavoro di Paolo Perrone, non ha ancora un governo cittadino. Di questo imperdonabile ritardo si sta assumendo la responsabilità proprio chi dovrebbe essere la leader politica della coalizione, e con essa il partito di maggioranza che, proprio in quanto tale, dovrebbe essere il perno principale della governabilità, ed invece pretende di dettare legge e di porre veti come se le elezioni le avessero vinte da soli e gli alleati fossero accidenti della storia da rimuovere al più presto".

Congedo ha puntato l'indice contro Adriana Poli Bortone, coordinatore regionale di An, che si è detta non disposta a sedersi allo stesso tavolo con il fondatore de "La Città" per le trattative sulla giunta di Paolo Perrone. Eppure, ha riflettuto l'ex aennino, la sua lista ha sostenuto convintamente il neosindaco di Lecce, ha rafforzato la coalizione, si è accollato allo scopo ingenti spese. "Abbiamo accettato senza fiatare la designazione aprioristica del vicesindaco; abbiamo contribuito fortemente, in alcuni casi decisivamente, all'elezione di presidenti di quartiere scelti da altri; abbiamo subito senza reagire provocazioni e scomuniche a getto continuo. Ciononostante abbiamo onorato la nostra fedeltà alla coalizione, abbiamo evitato di crearle qualsiasi tipo di problema, facendoci carico di una responsabilità politica che avrebbe dovuto essere soprattutto di altri, a cominciare dai grandi partiti e da grandi personaggi che hanno l'ambizione di superiori ruoli di leadership" ha sottolineato Congedo. Ma oggi il sindaco Perrone è paralizzato, l'ex primo cittadino Poli Bortone ha posto un veto.

L'ex aennino ha risposto per le rime alla Poli Bortone: "Siccome pare che la ragione del contendere siamo noi, dobbiamo ricordare - numeri alla mano - ancora una volta che, senza di noi, il centrodestra sarebbe stato forse costretto al ballottaggio, e che se è certo che - nell'uno contro uno - Perrone avrebbe battuto Rotundo, la nostra mancata vittoria al primo turno avrebbe completamente invertito il segno politico delle elezioni amministrative in Puglia. Il nostro è un risultato straordinario 4.535 voti pari al 7,8%, quarta forza politica in città, terza della coalizione".

E ancora: "Per quanto riguarda poi, lo "status" di alcuni noi all'interno di An, che è bene precisare è lo stesso di quello della formazione della coalizione, delle presentazione delle liste, della convention del centrodestra, del primo vertice del centrodestra,- si fa finta di dimenticare che la nostra sospensione è stata fortemente richiesta e ottenuta proprio dall'ex sindaco di Lecce, che ha fatto scomodare l'onorevole Fini a poche settimane dal voto e nella giornata di presentazione della nostra lista, per rimarcare la richiesta di provvedimenti "definitivi ed esemplari" come se fossimo dei malfattori. Oggi, rivendichiamo con forza che la nostra legittimazione a stare in pari dignità al tavolo del centrodestra non appartiene a nessuno dei nostri alleati, perché è stata sancita dai leccesi, dal Popolo sovrano che ci ha riconosciuto, ci ha votato, ci ha eletto ed oggi ci vuole e ci deve vedere partecipi a testa alta del governo de "La Città". Per quanto ci riguarda, proseguiremo su questa strada di massima responsabilità nei confronti dei nostri elettori e di pieno sostegno a Paolo Perrone non accettando nemmeno l'ennesima provocazione di ieri, quando qualcuno dopo aver utilizzato i nostri voti per celebrare il proprio trionfo manca loro di rispetto rifiutandosi di discutere con chi li ha presi".

Congedo consiglia: "Sarebbe opportuno che la coalizione verifichi le condizioni di governabilità, perché l'atteggiamento tenuto dall'ex sindaco prima e dopo la campagna elettorale ci fa venire in mente il motto di Luigi XV "Après moi, le deluge". E A Paolo Perrone, suo cognato, rivolge la richiesta "di un giusto riconoscimento per il risultato prodotto" dalla listacivica, oltre all'incoraggiamento "affettuoso ad avvalersi delle prerogative politiche e di legge che gli competono in virtù del suo successo elettorale e di dare a Lecce quanto prima una giunta cittadina improntata ad un suo personale stile di governo".

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