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Mafia e omertà tra gli imprenditori: “La Puglia non è come altre zone del Sud”

Il consigliere regionale Saverio Congedo interviene dopo le parole del procuratore della Repubblica, Cataldo Motta, dette a margine di una recente operazione di polizia nel basso Salento per droga ed estorsioni: "Le vittime offrivano denaro al clan"

Saverio Congedo.

LECCE – La Puglia, dal punto di vista della criminalità organizzata, non è come la Sicilia, la Calabria o la Campania. La sottolineatura di Saverio Congedo, esponente politico di centrodestra, arriva dopo le dichiarazioni di Cataldo Motta sull’operazione “Tam Tam” condotta dalla squadra mobile di Lecce e dagli agenti del commissariato di Taurisano contro un gruppo dedito nel basso Salento al traffico di sostanze stupefacenti e alle estorsioni.

“Abbiamo sempre detto che il Salento non è terra di mafia – aveva detto il procuratore della Repubblica di Lecce, presente in conferenza stampa nel giorno dell’esecuzione delle 15 ordinanza di custodia cautelare - ma se l’omertà la fa da padrona siamo rovinati”. In oltre due anni di indagini, infatti, gli investigatori hanno verificato che in alcune circostanze sono stati gli stessi imprenditori del settore balneario ad offrire somme di denaro ai soggetti che si imponevano sul territorio come tutori di un ordine parallelo, quello della forza e della prepotenza che scavalcano la legge. E, più in generale, l’inchiesta ha rivelato come l’omertà fosse il comun denominatore di ogni trama estorsiva.

Motta-3-2Il vice presidente vicario del gruppo Pdl - Forza Italia in Regione Puglia, pur accogliendo l’invito di Motta a ripensare le coordinate del rapporto tra organizzazioni criminali e territorio, ritiene doveroso fare alcune distinzioni: innanzitutto quella geografica, rispetto ad aree in cui la “cultura mafiosa ha seriamente deformato il vivere civile, sociale ed economico. In secondo luogo quella diacronica, che analizza cioè un fenomeno alla luce della sua evoluzione nel tempo: “Il Salento di oggi non è quello di venti anni fa, delle bombe, degli omicidi, della strage della Grottella. Qui la risposta dello Stato è sempre stata molto forte e il tessuto del territorio, gente, imprese e istituzioni, è rimasto sostanzialmente sano e impermeabile”.

“È chiaro – prosegue Congedo - che non sono ammessi cali di attenzione sui fenomeni criminosi, tanto meno a livello culturale o di penetrazione sociale. Fa benissimo Motta a suonare il campanello d’allarme e a invitare tutti a fare la propria parte. Compresa la politica, che può fare tanto sul profilo della trasparenza, della imparzialità, della scelta di modelli di condotta irreprensibili, partendo proprio dai criteri di selezione del proprio personale”.

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