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Congedo, messaggio ad Alfano: "Primarie anche nel Pdl"

Il consigliere regionale e vice coordinatore provinciale del Pdl intravede nella formula promossa dal Pd un elemento per il rilancio democratico del partito: "Serve maggiore radicamento nei territori"

Saverio Congedo.-20

LECCE - La preclusione sulle primarie come strumento di democrazia partecipata sembra già un ricordo: il Pdl, dopo la batosta elettorale alle ultime amministrative, si rifà il look e prova a ridarsi un'organizzazione diversa, maggiormente attenta ai territori, passando anche attraverso il computo di strumenti, usati dagli avversari storici e che, quando utilizzati in maniera seria, sembrano dare importanti risultati.

Mentre qualcuno nel Pd iniziava a mettere in discussione le primarie, ora il Pdl, che trova la nuova guida nel segretario prescelto, Angelino Alfano, rivaluta la possibilità. E lo fa per bocca di un esponente regionale pugliese, nonché vice coordinatore del partito nella provincia di Lecce, ossia l'ex aennino, Saverio Congedo, che senza giri di parole, lancia la proposta: "L'avvio delle procedure di nomina di Angelino Alfano alla segreteria politica del Pdl - spiega - deve costituire solo un primo, importantissimo passaggio di una strategia più ampia di rilancio del partito che gli consenta di affrontare le sfide decisive di fine-legislatura recuperando una adeguata sintonia con il suo elettorato di riferimento che mostra segni di insofferenza e stanchezza".

"Nell'agenda di Alfano - prosegue - non possono mancare maggiore radicamento del Partito sul territorio, meccanismi efficaci di democrazia e meritocrazia interna, nuova metodologia di selezione della classe dirigente e dei candidati alle elezioni che consenta a chi lo ritiene di mettersi in gioco ed al nostro elettorato di effettuare liberamente e direttamente le scelte che sarà poi chiamato a sostenere nel confronto elettorale".

Quanto alle primarie, Congedo non fa mistero che esse si siano rivelate per la sinistra "uno straordinario propellente che le ha consentito di recuperare e sopravanzare distacchi che in partenza apparivano insuperabili", proponendo all'elettorato "candidature già collaudate e dotate di un crisma prezioso di vittoria", che hanno consentito anche "il recupero di candidati non vincenti ai quali è stata data comunque la possibilità di misurarsi".


"Con tale metodo - sostiene Congedo -, possiamo serenamente ipotizzare che anche i nostri risultati, che hanno spesso risentito di scelte non condivise o di evitabilissime divisioni, sarebbero stati di gran lunga migliori. Di qui la necessità di avviare un movimento d'opinione interno al centro destra che si faccia carico di una proposta forte nella direzione del radicamento, del coinvolgimento e della democrazia e meritocrazia interna proprio attraverso il meccanismo delle primarie anche in considerazione dell'importanza avuta dalla mobilitazione dei gazebo nella costruzione di un partito che non a caso si chiama 'Popolo' delle Libertà".

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