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Saverio Congedo nella conferenza presso il suo comitato.

Saverio Congedo nella conferenza presso il suo comitato.

Erio Congedo, sconfitta con onore: "Non attrezzato per lo tsunami del M5S"

Il candidato del centrodestra rivendica la sua sfida "senza paracadute" e il buon risultato di Fdi, oltre la media regionale e nazionale. Ma gli mancano non pochi voti

LECCE – Erio Congedo ringrazia i suoi 48mila 373 elettori del collegio camerale numero 7, quello di Lecce, e promette rinnovato impegno politico.

Il “campione” della destra cittadina, che per molti sarebbe stato un candidato imbattibile alle ultime amministrative, si è fermato al secondo posto con il 34 per cento, dietro al candidato del M5S, Michele Nitti  che ha ottenuto 57mila 953 preferenze pari al 40 per cento del totale.

In una conferenza stampa Congedo ha rivendicato con orgoglio di aver scelto la sfida dell’uninominale – “senza paracadute” - nel solco del suo modo di vivere la dimensione politica, quello che si misura con le preferenze (è consigliere regionale da quattro legislature consecutive) e con il rapporto diretto con il territorio. Poi ha anche svelato un retroscena: quando ha accettato la sfida, lo ha fatto sulla base della consapevolezza che, secondo i sondaggi, il collegio formato dal capoluogo e da altri 17 comuni era, già in partenza, orientato verso il M5S con buona probabilità di successo del candidato pentastellato.

“Non ero attrezzato per questo tsunami”, ha detto Congedo ai cronisti ricordando che quanto verificatosi nelle urne domenica richiama alla mente l’imprevedibile onda berlusconiana del 1994 e il cappotto del Pdl in Sicilia nel 2001. L’esponente della destra ha sottolineato anche l’anomalia delle competizione cui ha partecipato: pur in un collegio uninominale, non ha mai incrociato il suo avversario del M5S, definito quindi “invisibile”. Insomma, per Congedo ha vinto il voto “di protesta, che però non deve essere derubricato” e che mette in evidenza, ha spiegato, un deficit di rappresentanza avvertito dagli elettori rispetto a coloro che erano impegnati nelle istituzioni.

Congedo, a buon diritto, si è detto comunque soddisfatto del risultato del partito nel suo collegio che ha contribuito in  maniera determinate a far scattare un seggio alla Camera con il riparto proporzionale (andato a Marcello Gemmato, segretario regionale e primo nel listino). FdI ha ottenuto il 6,12 per cento nel collegio uninominale (il 7,58 a Lecce città): dato ben oltre la media regionale (3,75) e nazionale (4,35).

I numeri però suggeriscono anche qualche altre chiave di lettura, magari da prendere con le pinze ma probabilmente pertinente: in una situazione di quasi parità di affluenza con il primo turno delle amministrative di giugno (70 per cento), Congedo a Lecce città ha avuto 7mila e 500 voti in meno di Mauro Giliberti. Segnale che oltre al travaso evidente di voti dal centrosinistra al M5S, c’è stato anche quello non meno significativo dal centrodestra ai pentastellati: “Forse non tutti hanno trovato le motivazioni giuste come per le elezioni comunali” ha riconosciuto Congedo, aggiungendo però subito con una certe eleganza di non attribuire responsabilità a nessuno se non a una legge elettorale piuttosto astrusa.

Tuttavia, se come dichiarato da lui stesso in apertura di conferenza, aveva sperato di cogliere l’opportunità della sfida uninominale anche come “occasione per superare le frizioni emerse dopo le amministrative” è chiaro che il suo auspicio non è stato condiviso da tutti (considerando anche il fatto che nel listino per il Senato c’era l’ex sindaco, Paolo Perrone).

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