Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Taglio della fornitura di acqua, Congedo: “Basta teoria, le leggi vanno applicate”

Dopo il caso che ha interessato due palazzi di Trepuzzi, con tutti i disagi che ne conseguono per le famiglie, si teme un'emergenza sociale. E il centrodestra rammenta a Vendola l'entrata in vigore della legge regionale numero 10

Autobotte (foto d'archivio).

LECCE – Aqp chiude i rubinetti dei condomini occupati da inquilini morosi, ma i disagi coinvolgono tutte le famiglie, anche quelle che puntualmente pagano le utenze. Si tratta di una questione annosa che, almeno per il futuro, dovrebbe aver trovato un punto di riferimento nella legge regionale 10 del 2014, pubblicata ieri sul bollettino della Regione Puglia e che indica nello Iacp il soggetto deputato a intervenire in prima istanza per saldare gli arretrati e impedire l’interruzione delle forniture.

Ed è proprio al nuovo provvedimento che guarda Saverio Congedo, vice presidente vicario del gruppo Pdl – Forza Italia: “Si tratta, infatti, della disciplina del sistema di intervento pubblico nel settore dell’edilizia residenziale pubblica, che, tra le altre cose, obbliga in via di principio lo Iacp a farsi carico della morosità per scongiurare il taglio delle forniture. È persino comprensibile - conclude Congedo - che spesso le parole di Vendola restino immaginifiche teorie, ma le norme di legge sono cosa ben diversa e vanno applicate”.

“Devo prendere atto con profondo rammarico – ha commentato l’esponente del centrodestra regionale - che nel Salento, ad esempio a Trepuzzi e Carmiano, Acquedotto Pugliese ha iniziato a tagliare la fornitura dell’acqua ai condomini nei quali risiedono inquilini morosi. Un taglio della fornitura all’intero stabile e quindi a danno anche di chi non è moroso, a causa della mancanza di un sistema autonomo di contatori. Episodi che lasciano immaginare altre iniziative analoghe sul territorio e che determinano in automatico una vera e propria emergenza sociale, per il fatto di privare di un bene essenziale come l’acqua le famiglie, in particolare i bambini e gli anziani, che già vivono in condizioni di precarietà assoluta e spesso senza reddito”.

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