Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

Marra torna segretario del Pd di Lecce. E a Piconese vanno dieci delegati

Già responsabile cittadino fino alla disfatta delle amministrative del 2012, quando si dimise, l'esponente dell'area Letta riprende in mano le redini del partito. Sul piano provinciale Rampino, Toma e Santoro si dividono gli altri nove delegati

Le schede sottoposte ai democratici leccesi.

LECCE – Fabrizio Marra è il nuovo segretario del Pd di Lecce. Dimessosi all’indomani del disastro elettorale alle comunali del 2012, l’avvocato leccese torna in sella al caravanserraglio democratico grazie al sostegno di Sergio Signore, consigliere comunale ed efficace collettore di consensi, e Cosimo Casilli, principale referente salentino della corrente lettiana e componente della Direzione  nazionale. Si sono iscritti al Pd 838 leccesi ed hanno votato in 729, un dato che ha fatto gridare qualcuno al "doping".

Un apporto non trascurabile  per la vittoria di Marra lo hanno portato anche i renziani che alla fine, sia a livello provinciale – con la rinuncia alla candidatura di Paolo Paticchio – che a livello cittadino – con la ritirata nottetempo di quella di Andrea Ambrosino come alternativa al segretario uscente, Andrea Imbriani – hanno scelto di andare sull’usato sicuro piuttosto che alla rottamazione, confermando l’accordo romano tra Letta e Renzi e trovando la convergenza su Marra.

La sinistra interna resta con le briciole in mano e si lecca le ferite. I 113 tesserati che si sono espressi contro Marra (a fronte dei 486 sì) equivalgono, di fatto, ai 110 voti ottenuti dalla mozione di Alfonso Rampino, sostenuto, tra gli altri, dai deputati Teresa Bellanova e Salvatore Capone. Che i presagi non fossero dei migliori per quest’area del Pd lo aveva fatto capire proprio la parlamentare con un post su Facebook, prima dello spoglio: "Si chiude il tesseramento con 836 iscritti a Lecce città. A prescindere dal risultato è stata una bella campagna acquisti. Non è il congresso che avrei voluto. Non è il congresso che meritavano i militanti”.

Fabrizio Marra, segretario cittadino del Pd a Lecce-2-2Le parole del neo segretario del Pd di Lecce (accanto, nella foto di repertorio), arrivate a qualche ora di distanza e a giochi fatti, non lasciano dubbi su quali siano gli umori in casa democratica, ammesso che ce ne sia ancora una per tutti: “L’obiettivo è quello di ricompattare il partito che ha pesantemente subito la balcanizzazione del livello provinciale a cui la non politica della segreteria uscente (quella di Salvatore Capone, ndr) aveva portato”.

Soddisfatto per il dato numerico, Marra però non ha nascosto un certo magone: “Sono rammaricato del fatto che autorevoli esponenti come gli onorevoli Bellanova, Capone, Rotundo - pur cercando fino all’ultimo di manifestare il loro dissenso, evidentemente minoritario, con una candidatura alternativa e per giunta non riuscendoci - si siano rifugiati comunque in una sorta di fortino, votando no”. Un concetto espresso anche da Loredana Capone, che ha sostenuto Marra e che si sta spendendo, sin dal principio, per la candidatura di Salvatore Piconese come segretario provinciale.

La mozione che fa capo a quest’ultimo, ed è questo l’altro aspetto saliente della giornata, ha sbaragliato la concorrenza per quanto riguarda la partita per la segreteria provinciale, ottenendo 10 delegati, mentre agli altri candidati – Vincenzo Toma, Alfonso Rampino ed Edoardo Santoro - ne sono andati 3 a testa. I voti validi sono stati 755. In virtù dell’esito registrato nel capoluogo, al momento la situazione vede Piconese in largo vantaggio con 50 delegati, seguito da Toma con 29, Rampino con 27 e Santoro con 13.

Il trend è abbastanza chiaro, ma non dovrebbe essere sufficiente per garantire la vittoria al primo turno, per la quale serve la maggioranza assoluta dei componenti l’assemblea. Ma per sapere chi andrà al ballottaggio bisognerà aspettare la fine dei congressi di circolo, in esaurimento la prossima settimana: Toma e Rampino sono quasi incollati.

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