Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

Il Fai prende possesso dell'abbazia di Cerrate. Ora il recupero è possibile

Passaggio di consegne tra la Provincia di Lecce, che resta proprietaria, e la fondazione nazionale. L'accordo sul progetto di riqualificazione e di fruizione prevede un costo di tre milioni e mezzo di euro

Il logo del Fai campeggia davanti all'abbazia.

CERRATE (Squinzano) - Le chiavi dell’abbazia di Santa Maria a Cerrate, dal tardo pomeriggio di oggi, sono nelle mani del Fondo ambientale italiano. Il passaggio di consegne, tra la Provincia di Lecce – che resta proprietaria - e la fondazione che si occupa delle tutela dei beni paesaggistici e monumentali, è avvenuto simbolicamente nel corso di una cerimonia che si è tenuta all’interno del sito duecentesco, alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario per i Beni e le attività culturali, Roberto Cecchi, che ha portato con sé una lettera del ministro Lorenzo Ornaghi (in allegato) e dell'assessore regionale alla Qualità del territorio, Angela Barbanente.

L’intervento, decisivo per la sopravvivenza e la valorizzazione di una parte fondamentale e unica del patrimonio storico e artistico del Salento, scaturisce dalla volontà della Provincia di Lecce di affidare la gestione dell’abbazia a un soggetto terzo, ricorrendo a un bando pubblico vinto proprio dal Fai. Grazie all’accordo tra le parti relativo al progetto di riqualificazione (integralmente in allegato) e di fruizione del bene, che prevede un costo complessivo di 3 milioni e mezzo di euro, l’abbazia è stata affidata in concessione per trent’anni alla fondazione senza scopo di lucro, che dal 1975 ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano.

Il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone evidenzia le ragioni dell’iniziativa: “Oltre ad avere un valore inestimabile di per sé, Cerrate rappresenta una parte fondamentale delle radici e dell’identità storica di tutto il Salento. Ecco perché ci siamo impegnati a lungo e con costanza per arrivare a questa scelta. Consegnare temporaneamente questo luogo sacro al Fai significa avere la duplice garanzia che i lavori di restauro saranno effettuati con competenza, nel rispetto del contesto storico e di quello naturale, e che Cerrate diventerà un sito culturale vivo. L’obiettivo dell’amministrazione provinciale, d’altra parte, è favorire e sostenere lo sviluppo e la valorizzazione dell’intero territorio, trasformando i suoi beni monumentali in impresa culturale”.

Da sempre convinta sostenitrice del progetto di recupero e rilancio dell’antico complesso storico la vice presidente Cerrate. E’ un traguardo di cui siamo molto fieri ed orgogliosi perché da qui riparte la storia di questo complesso monumentale abbandonato nel degrado per anni. Siamo certi che il Fondo ambiente italiano, per la sua la esperienza maturata in anni di interventi accurati e di successo per promuovere la cultura di rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia, e tutelarne il suo inestimabile patrimonio, saprà recuperare e rilanciare al meglio Cerrate. Il nostro obiettivo è farne un punto di passaggio “obbligato” per tutti coloro che verranno a visitare e conoscere la nostra terra”. 

Ilaria Borletti Buitoni, presidente Fai, ha sottolineato la grande soddisfazione per questo accordo: “Grazie a questa concessione il Fai avrà un nuovo bene nel Sud Italia e il primo bene in Puglia, in una zona – il Salento – di grande sviluppo turistico. Una straordinaria opportunità per far conoscere un altro pezzo del nostro importante patrimonio agli italiani e agli stranieri che frequentano questa regione e una grande possibilità di ampliare la presenza del Fai sul territorio. L’abbazia di Cerrate sarà anche la nostra bandiera in Inghilterra, dove si sta costituendo un gruppo Fai che si impegnerà  a far conoscere e a sostenere le attività della nostra fondazione”.

Oltre a collaborare attivamente con il Fondo ambiente italiano, la Provincia di Lecce farà la sua parte anche per migliorare il contesto circostante, a esempio, dal punto di vista della viabilità. Nel Piano triennale delle opere pubbliche, approvato dalla giunta, infatti, sono inseriti gli interventi per due rotatorie sulla strada provinciale Squinzano-Torre Rinalda; una sull’intersezione con la provinciale 236 Surbo-Casalabate e un’altra in corrispondenza con la viabilità esistente in località Masseria Monticelli, per un investimento complessivo di 600mila euro.

Documenti

Guarda il Progetto Restauro_Cerrate

Leggi la lettera Ministro Ornaghi

 

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