Sì all’albergo sul lungomare, ma il governo va sotto. Passa il vincolo sulla spiaggia

Via libera con 18 voti e 10 astenuti alla riqualificazione e trasformazione in struttura ricettiva di un immobile su lungomare Vespucci, a San Cataldo. Ma un odg del consigliere di Puglia protagonista - Ncd si impone con i voti della minoranza

L'edificio che sarà ristrutturato per fare spazio al resort.

LECCE –  Approvata la variante di destinazione d’uso finalizzata alla realizzazione di una struttura ricettiva su lungomare Vespucci: il consiglio comunale ha approvato la relativa delibera con 18 voti a favore e 10 astenuti al progetto della società F31 che intende riqualificare un immobile in stato di abbandono in un albergo con una quarantina di camere, un ristorante da 200 coperti e una piscina. 

Non sono bastate però diverse sedute di commissione a preparare il terreno ad una discussione serena, anzi, non sono mancate stoccate polemiche tra i componenti della maggioranza, come avvenuto in occasione del confronto su un ordine del giorno presentato da Bernardo Monticelli Cuggiò (Puglia protagonista – Ncd) per preservare la destinazione pubblica del tratto di spiaggia antistante. Francesca Mariano, di Io Sud, ha visto in quell’ordine del giorno un atteggiamento ostile all’iniziativa imprenditoriale, quasi la si volesse scoraggiare. E ancora prima il sindaco, Paolo Perrone, aveva chiesto di attendere l’imminente redazione del Piano delle coste.

Ma il proponente ha tirato dritto fino al voto, non ritenendo superfluo dare un indirizzo politico e una rassicurazione ai numerosi frequentatori della marina che temono la privatizzazione dell’arenile  e l’ha spuntata grazie al sostegno della minoranza, oltre che dei colleghi del Ncd. Ha avuto così una manifestazione plastica la recente inversione nella disposizione in aula tra Io Sud, gruppo che ora siede accanto a Forza Italia e alle civiche, e Nuovo Centro Destra che si è spostato nelle metà occupata dalle minoranze. L’esito della votazione è stato sfavorevole al governo cittadino perché sei o sette esponenti di maggioranza si sono allontanati subito dopo la votazione della delibera sul progetto, ma lo smacco c’è tutto e non ha fatto certo piacere al primo cittadino.

In sede di dibattito tutti gli interventi hanno sottolineato l’importanza di una riqualificazione di San Cataldo, apprezzando l’intervento del privato, ma anche in assise il tema centrale è stato quello degli standard urbanistici: come già detto in commissione, il progetto prevede la realizzazione dei parcheggi, obbligatori per legge, in un’area situata a quasi due chilometri in linea d’aria dal lungomare e si è dunque posto subito il problema di come garantire il collegamento.

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Alla fine, e non senza tribolazioni e ripetuti interventi di Perrone, è stato approvato un emendamento a firma del consigliere Giampaolo Scorrano (Io Sud) che prevede un servizio navetta obbligatorio e gratuito a carico della società per tutta la durata della stagione estiva e il versamento, da parte della stessa, di oneri pari al 2 per cento del costo totale per la realizzazione da parte del Comune di interventi per creare la necessaria viabilità ciclopedonale di collegamento.

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