Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Conti pubblici e debiti fuori bilancio, via libera dal Consiglio comunale

La maggioranza vota il rendiconto di gestione relativo al 2011, il documento di previsione del 2012 e il rifinanziamento del lodo Leadri da 23 milioni di euro. Per la minoranza si nasconde la reale situazione economica dell'ente

LECCE – Nel consiglio comunale convocato per questo pomeriggio erano all’ordine del giorno solo pochi punti, ma di importanza vitale per le casse di Palazzo Carafa. Approvazione del rendiconto 2011, del preventivo 2012 compresa la variazione di bilancio relativa al lodo Leadri per la Tangenziale Est: 23 milioni di euro che dovrebbero – il condizionale è d’obbligo – arrivare dalla Regione Puglia al termine dell’istruttoria degli uffici. Questi i temi  principali che hanno visto scontrarsi, ancora una volta, maggioranza e minoranza, come del resto avvenuto già nei lavori preparatori della commissione Bilancio chiamata, come organo consiliare, a votare le delibere di giunta di sua competenza.

Il centrodestra ha votato in maniera compatta, garantendo l’approvazione dei documenti contabili. L’opposizione si è espressa in maniera contraria. Sono state le metafore del gergo medico a rappresentare la diversità dei punti di vista: se per Carlo Salvemini, di Lecce Bene Comune, la malattia – cioè la condizione finanziaria dell’ente – è cosi grave da necessitare di massicce dosi di antibiotico invece che di antipiretici che servono solo a far scendere la febbre, per Bernando Monticelli Cuggiò, di Futuro e Libertà, il Comune di Lecce è invece avviato a pronta guarigione grazie all’operato dell’assessore al Bilancio, Attilio Monosi, riconfermato nell’incarico che ricopre dal 2007.

E’ stato lo stesso esponente della giunta a tracciare un excursus della ripresa da una situazione assai complicata, ereditata dalla gestione precedente (quella di Adriana Poli Bortone): dal 2009 ad oggi, nonostante le ristrettezze dovute ai tagli dei trasferimenti dello Stato e ad una certa incapacità di recuperare il gettito dell’evasione tributaria, si sarebbe avviato un percorso virtuoso che starebbe scongiurando il pericolo del dissesto finanziario. Per quanto riguarda il consuntivo del 2011, per Monosi, il deficit è stato ridotto a 4 milioni. Di diverso avviso, Antonio Torricelli,  del Pd, che ha ricordato all'amministratore la somma di circa 40 milioni di debiti certi ma non ancora contabilizzati.

Anche per Salvemini si è molto lontani dall'obiettivo del risanamento e alcune voci lo testimonierebbero: la spesa corrente che nel 2014 arriverà a 120 milioni di euro, i  pignoramenti per oltre un milione di euro nei confronti dell’amministrazione già esecutivi eppure non ancora iscritti come debiti fuori bilancio, il costante ricorso alle anticipazione della tesoreria: insomma, per l’esponente del centrosinistra “si continua a non rendere conto dell’effettiva situazione finanziaria dell’ente”.

Lo scontro è stato acceso anche su un altro punto: il riconoscimento del debito fuori bilancio da 650mila euro a seguito di una sentenza della Corte D’Appello che ha condannato il Comune a risarcire i proprietari di un fondo espropriato nel 2004 per realizzare il nuovo polo mercatale. La vicenda era stata già ampiamente affrontata in commissione Bilancio. Sul lodo Leadri è passato, grazie all'astensione della maggioranza, un ordine del giorno che impegna l'amministrazione a fare chiarezza su eventuali responsabilità politiche o dirigenziali per un debito così ingente: solo le spese per interessi sfiorerebbero gli 8 milioni di euro.

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