Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Consiglio provinciale ad alta tensione. Irruzione dei lavoratori di Alba Service

Lavori interrotti dalla contestazione dei dipendenti che chiedono notizie sulla ripartizione dei fondi alle province sancita dalla legge di Stabilità. L'assise, tra l'altro, si schiera contro il TTIP

LECCE - Nervi tesi durante la seduta del Consiglio provinciale: i lavoratori di Alba Service hanno fatto irruzione nell’aula di Palazzo dei Celestini, questa mattina, ostacolando i lavori, pur di ottenere risposte da parte del presidente della Provincia. La contestazione ha avuto toni accesi, al punto da sfociare in una richiesta di dimissioni all’indirizzo dello stesso Antonio Gabellone.

Solo più tardi l’assemblea si è ricomposta ed il presidente ha accettato di incontrare una delegazione dei dipendenti della società partecipata. Dopo il ritiro delle procedure di licenziamento, la vertenza si è spostata sull’asse governativo. I fondi per rilanciare l’attività, assicurando i servizi fondamentali (manutenzione delle strade ed edilizia scolastica) sono infatti da rinvenire all’interno della legge di Stabilità, così come annunciato dal vice ministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova. L’ammontare complessivo, pari a 245 milioni di euro, verrà ripartito tra tutte le province italiane in misura attualmente imprecisata. Si attendeva la fine di febbraio per conoscere l’ammontare del trasferimento nelle casse di Palazzo dei Celestini. La data, tuttavia, è slittata. E gli operatori hanno chiesto, a gran voce, una rassicurazione in merito alla reale esistenza di queste somme, alla luce del nuovo piano industriale già predisposto per Alba Service.

Gabellone non ha potuto far altro che rimandare la discussione al 9 marzo, data in cui si terrà un tavolo tecnico presieduto dal prefetto ed esteso alla partecipazione di tutti gli enti coinvolti e delle organizzazioni sindacali. “Volontà e responsabilità comune di tutte le parti è quella di salvare Alba Service, nonostante i tagli imposti dal governo soprattutto in materia di società partecipate – ha precisato- . Ormai questa è divenuta una situazione insostenibile, e proprio in quest’ottica lunedì prossimo, come Unione province d’Italia (Upi), ci ritroveremo con tutti i presidenti italiani per capire e sostenere le amministrazioni nell’adempimento delle complesse procedure che stanno investendo gli enti nel percorso di piena attuazione della legge Delrio, sia dal punto di vista istituzionale che della gestione finanziaria. Risultanze che porterò all’attenzione del suddetto tavolo”.

La vertenza, comunque, era già all’ordine del giorno, prevista tra i 25 punti affrontati nel corso della seduta. I consiglieri hanno infatti discusso le due interrogazioni relative all’affidamento di lavori a ditte esterne ed alla possibilità di destinare parte delle somme derivanti dalle sanzioni per violazione del codice della strada alla stessa partecipata. I lavori si sono aperti con la delibera che affida la supplenza per l’esercizio delle funzioni di consigliere provinciale, in sostituzione del consigliere Mauro Gaetani (condannato in appello a due anni di reclusione per bancarotta fraudolenta),  al neo consigliere Gabriele Caputo. Questa sostituzione terminerà con la cessazione della sospensione di diritto di Gaetani dalla carica di consigliere, così come accertato dal prefetto di Lecce.

L’assise ha anche approvato, all’unanimità, una proposta di delibera a firma dei consiglieri Scorrano, Coppola, Siciliano e Dell’Abate relativa al TTIP (accordo trans-atlantico su commercio e investimenti): un argomento di particolare  importanza che vede molte amministrazioni comunali salentine impegnate ad evitare un accordo che penalizza le produzioni agricole e le aziende del made in Italy.  Con questa delibera il Consiglio provinciale esprime il proprio totale dissenso nei confronti del trattato di liberalizzazione commerciale (volto ad abbattere dazi e dogane) che è attualmente negoziato da Stati Uniti ed Unione Europea.

Il Consiglio ha letteralmente impegnato il presidente della Provincia “ad intraprendere tutte le azioni di pressione volte a promuovere il ritiro da parte del governo italiano dal TTIP ed alla sua non approvazione da parte del Parlamento Europeo; a promuovere, presso i cittadini del nostro territorio e presso gli enti locali, azioni di sensibilizzazione e mobilitazione, contro Il TTIP, in quanto in questo trattato viene leso il principio costituzionale della sovranità delle autonomie locali; ad inviare la presente deliberazione all’Anci, al Consiglio regionale, al Consiglio dei ministri, al Parlamento Italiano ed Europeo ed alla Commissione Europea”.

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