Alba Service, saltano i nervi dei lavoratori: parapiglia durante il consiglio

La seduta di consiglio provinciale è stata più volte interrotta. Si cerca una maniera per scongiurare il fallimento della società

LECCE – Lacrime, urla, improperi. Il consiglio provinciale sulla vertenza Alba Service è stato un ring sul quale si sono incrociate disperazione sociale e attriti politici.

Già le premesse non erano delle migliori: nel mese di ottobre, per la società interamente partecipata da Palazzo dei Celestini, è stata avanzata richiesta di fallimento  mentre circa 130 lavoratori non percepiscono lo stipendio da un anno e mezzo. La settimana scorsa l'opposizione di centrosinsitra era insorta accusando la maggioranza di "blitz" per l'approvazione del bilancio, allo scopo di evitare il confronto con i lavoratori che si preparavano a partecipare prendendo come riferimento l'orario di seconda convocazione, come di solito avviene.

Ecco perché la seduta di oggi è partita in maniera già compromessa. Nel merito della questione, l’amministrazione guidata da Antonio Gabellone ha sempre attribuito all’azzeramento dei trasferimenti statali e al ridimensionamento dell’ente nella gerarchia istituzionale (con la riforma Delrio) la miccia che ha innescato l’incendio, ma la minoranza imputa al centrodestra la mancanza di qualsiasi concreta iniziativa per salvare Alba Service dal definitivo inabissamento.

Così oggi cinque consiglieri che siedono sui banchi dell’opposizione – Gabriele Caputo, Nunzio Dell’Abate, Sergio Signore, Danilo Scorrano, Antonio Coppola – hanno presentato una proposta di delibera indicando una serie di risorse per riportare la liquidità della società a livello di galleggiamento: innanzitutto quelle risorse ottenute dallo Stato per edilizia scolastica, manutenzione della rete viaria e per l’esercizio delle funzioni fondamentali per un totale di 8,3 milioni di euro, ma anche la possibilità di utilizzare i proventi della sanzioni amministrative per violazione del codice della strada.

La seduta è stata interrotta più volte ed è stato necessario l’intervento degli agenti della polizia provinciale, di quelli della polizia di Stato e del personale della Digos, per evitare che il parapiglia degenerasse. Il clima si è surriscaldato quasi subito, quando alcuni lavoratori e sindacalisti di base hanno attraversato la sala per appendere il consueto striscione al banco della presidenza.

Il momento di maggiore tensione si è avuto, però, durante le dichiarazioni di Pantaleo Isceri, dirigenti del Servizi Finanziari, in relazione al parere negativo sulla delibera della minoranza: dal punto di vista tecnico, ha spiegato, quello somme siano inutilizzabili per Alba Service. Servirebbero, ha subito dopo aggiunto, almeno 3,5 milioni per la parte corrente e 5 milioni di euro per la ricapitalizzazione.

(Il video)

A quel punto la rabbia dei lavoratori è esplosa: diversi di loro hanno attraversato nuovamente la sala per urlare in faccia al dirigente e alla maggioranza tutta la propria disperazione. Perché finanziamenti per scuole e strade non possono essere utilizzati per tamponare la situazione, si sono chiesti. Più di qualcuno ha paventato il timore che dietro l’angolo ci sia l’avvento dei privati.

Appena si è ristabilito un minimo di ordine, sono ripresi gli interventi e dopo più di un'ora si è cercato di convergere verso una proposta unitaria del consiglio da sottoporre alla sezione competente del Tribunale, nella speranza di rinviarne la decisione . La delibera della minoranza è stata emendata: con esse si impegna il presidente Gabellone, preso atto della situazione finanziaria non solo di Alba Service, ma dell'intero ente, di assumere tutte le iniziative possibili per il mantenimento dei livelli occupazionali. Una rappresentanza di lavoratori e di consiglieri parteciperà al tavolo già aperto in prefettura.

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Al termine della complessa e per certi versi drammatica seduta, il presidente Gabellone ha dichiarato: “Sono estremamente soddisfatto dell’obbiettivo raggiunto in questa sede: a valle di tutti i processi, innovazioni ed ammodernamenti, c’è la dignità umana. Intendiamo rimettere al centro l’ipotesi di recuperare i livelli occupazionali, gia garantiti da Provincia e Alba Service per un lungo periodo di tempo, e le nostre comuni volontà vanno sostenute da processi che già possono intravedersi nelle ultime disposizioni di legge. Il nostro impegno, ribadito anche oggi da tutti i consiglieri presenti in questa assise consiliare, è quello di salvare i lavoratori, magari anche attraverso processi di riconversione, processi che non intendono tralasciare alcuna ipotesi”.

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