Contro le trivelle in mare il primo fronte resta quello della politica

Il presidente della Regione Puglia ha partecipato al consiglio provinciale monotematico: "Anche le democrazie meno evolute sono sensibili al tema del consenso"

Michele Emiliano durante il consiglio provinciale.

LECCE – Un no netto e deciso, formalizzato in una delibera votata all’unanimità, al progetto di prospezione per la ricerca di idrocarburi nel mare Ionio proposto da Schlumberg Italiana Spa.

Il consiglio provinciale, presieduto da Antonio Gabellone, si è espresso questa mattina, alla presenza del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, chiudendo così un iter di discussioni e commissioni che sancisce il punto di vista politico del territorio salentino e regionale, ma che non esclude il ricorso alle vie giudiziarie.

Il governatore ha molto insistito sul tema dell’azione politica: “Se si vogliono impedire le trivellazioni – ha dichiarato ai cronisti prima di prendere la parole nell’assise di Palazzo dei Celestini - la strada non può essere solo quella giudiziaria perché devo dire che quando il tuo interlocutore ha la possibilità di cambiare le norme è chiaro che la strada diventa impervia. Rimane la battaglia politica, quando una comunità vuole difendere le ragioni dell’ambiente, dell’economia, del turismo, della salute, può ottenere risultati perché tutti i governi, persino quelli delle democrazie meno evolute, sono sensibili al consenso”.

La battaglia contro le trivellazioni è stata una delle prime vicende con le quali Emiliano si è confrontato da presidente della regione. Solo nel maggio scorso, ad esempio, si è tenuto il referendum sulle concessioni in corso, che è stato invalidato dal mancato raggiungimento del quorum (essendo abrogativo), ma che ha comunque messo in evidenza una certa sensibilità al tema soprattutto delle popolazioni che vivono in zone rivierasche e votate al turismo come leva dello sviluppo economico, tra le quali certamente la Puglia. E in particolare sul tema delle competenze e delle prerogative degli enti decentrati su alcune questioni come l'ambiente - compreso nel pacchetto del referendum del 4 dicembre -, il presidente della Regione pare aver maturato un deciso orientamento per il no.

“Se le persone hanno le idee chiare e lottano insieme come avviene oggi – ha aggiunto Emiliano - è più facile ottenere dei risultati. Lo abbiamo visto in altre occasioni, speriamo che lo si veda anche nella tutela del mare che è centrale non solo nell’agenda della Puglia ma, mi permetto di dirlo, dell’Italia intera perché se non si comprende l’importanza della questione evidentemente vuol dire che siamo proprio un paese in declino”.

Il presidente ha quindi indicato il contenzioso come ultima risorsa: “Non è nella aule di giustizia che si combatte un’idea o una prassi sbagliata. Persino Giovanni Falcone diceva che la mafia bisogna processarla ma non si sconfigge in un aula di giustizia ma fuori, attraverso l’attività di una comunità che vuole andare in una direzione diversa e chi immagina il mare come un posto da saccheggiare peraltro utilizzando metodologie pericolosissime che non sappiamo nemmeno quale conseguenze abbiano su flora, fauna e struttura geologica del terreno, evidentemente è un incosciente perché non applica un principio che si chiama principio di prevenzione che significa non fare niente se non sei sicuro delle conseguenze di ciò che fai”.

Alla seduta monotematica sono intervenuti i consiglieri provinciali, il consigliere regionale Erio Congedo, i sindaci o i loro delegati di Lecce, Alessano, Arnesano, Botrugno, Calimera, Campi Salentina, Cannole, Corigliano d’Otranto, Gagliano del Capo, Galatone, Gallipoli, Lequile, Monteroni, Nardò, Neviano, Otranto Poggiardo, Porto Cesareo, Salve, Squinzano, Surbo, Traviano, Tricase, Tuglie, Ugento, Vernole e vari rappresentanti istituzionali tra i quali l’assessore al Comune di Lecce, Alessandro Delli Noci e il consigliere Daniele Montinaro.

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Hanno preso la parola anche il presidente dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, Remì Calasso, Marcello Seclì di Italia Nostra, il costituzionalista Vincenzo Tondi della Mura, l’avvocato Francesco Paolo Sisto, incaricato dalla Regione Puglia a predisporre i ricorsi e Ferdinando Boero docente dell’Università del Salento, il quale ha proposto la creazione di un santuario dei cetacei nel mar Ionio, così come avviene per il Mar Ligure, allo scopo di creare un deterrente anche formale a iniziative come quelle della ricerca di idrocarburi. 

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