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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Conferme e nuovi ingressi

Palazzo dei Celestini, rinnovati i rappresentanti del consiglio provinciale

A votare solo gli amministratori locali che hanno scelto i sedici componenti dell’assise: dieci sono del gruppo di maggioranza che fa capo al presidente Minerva e sei dell’opposizione

LECCE – Tra le mura di Palazzo dei Celestini con una votazione chiusa agli amministratori locali si rinnova il consiglio provinciale: per effetto della riforma Delrio, infatti, del 2014, che ha istituito e disciplinato le città metropolitane e ridefinito il sistema degli enti provinciali, il voto è diventata materia interna, che esclude i cittadini (già peraltro abbastanza disaffezionati alla partecipazione elettorale) e che affida le responsabilità di scelta ai rappresentanti delle amministrazioni comunali. Ha espresso la propria preferenza il 67,45% degli aventi diritto.

Ma al di là della modalità, la cronaca politica racconta delle votazioni tenute in queste ore e che hanno riconfigurato il quadro interno alla rappresentanza in consiglio. Dei sedici membri dell’assise dieci sono della lista di centrosinistra "Salento Bene Comune 2050" che ha come riferimento il presidente in carica Stefano Minerva (con l’appoggio degli assessori regionali Alessandro Delli Noci e Sebastiano Leo) e sei "Salento Futuro" per l’opposizione di centrodestra.

Tra le riconferme Ippazio Morciano, già segretario provinciale del Pd ed ex sindaco a Tiggiano, Francesco Volpe, vicensindaco a Morciano, Fabio Tarantino, primo cittadino di Martano. Nuovi ingressi per Loredana Tundo e Andrea Pulli, consiglieri di minoranza a Galatina e Squinzano, Anna Rita Perrone, consigliera di opposizione a San Donato, Chiara Vantaggiato, consigliera comunale a Cutrofiano.

Completano la squadra di maggioranza Antonio Tramacere, consigliere ad Aradeo e rappresentante del Movimento 5 Stelle, Paolo Greco sindaco di Caprarica di Lecce e l’assessora di Leverano, Ines Serena Cagnazzo.

Per il centrodestra confermati gli uscenti Renato Stabile, consigliere a Lizzanello, Francesco De Vitis, vicesindaco a Ruffano; si aggiungono Gabriele Mangione, consigliere comunale a Nardò, Brizio Maggiore, consigliere a Calimera, Giovanni Casarano, sindaco a Sogliano Cavour, Valeria Ferraro, vicesindaca di Castrignano del Capo.

Ma non mancano le polemiche come nel caso del centrosinistra di Casarano, dove la mancata candidatura dell’uscente Attilio De Marco, consigliere provinciale eletto per due volte nelle ultime due consiliature, non è andata giù ai rappresentanti locali, che la definiscono “un'altra offesa ad una città che per l’ennesima volta si vedrà depauperata, quasi punita dalle logiche di becera spartizione, ancora una volta messe in atto dai rappresentanti della nostra area politica”: “Non si è ritenuto – si legge in una nota - di lasciare neanche nel più basso dei livelli sovracomunali una rappresentanza casaranese e, solo per inciso, spiace constatare che anche nella lista di centrodestra, pure questa volta, come accade da oltre dieci anni, non ci sia un candidato di Casarano”.

“Nessuno si meravigli, allora, se noi rappresentanti di un popolo che ci ha onorato e che vogliamo difendere ad ogni costo, non avalleremo logiche spartitorie – si legge ancora - dinanzi alle quali, anche a tutela della nostra dignità di consiglieri comunali, non intendiamo chinare il capo e sulla scheda elettorale che ci verrà consegnata scriveremo ‘Casarano non ci sta’”.

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