Sindaco senza premio di maggioranza: confermato verdetto del Tar

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dei consiglieri di centrosinistra rimasti in bilico dopo la sentenza del Tar Puglia. Ora la bilancia pende dalla parte del centrodestra

ROMA – L’anatra è zoppa. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di cinque consiglieri della coalizione che sostiene il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, e affidato al prefetto del capoluogo, Claudio Palomba, il ruolo di commissario che dovrà procedere all'esecuzione della sentenza attribuendo al centrodestra i sei seggi corrispondenti al premio di maggioranza attribuito dall'Ufficio Elettorale al primo cittadino. Quella che fino a oggi è stata dunque minoranza a Palazzo Carafa passa da 11 a 17 esponenti contro 14 (più il sindaco). 

Interessati dal pronunciamento dei giudici di Palazzo Spada i consiglieri che, dopo la sentenza di primo grado del Tar Puglia, avevano promosso il ricorso al Consiglio di Stato, Giovanni Castoro, Roberta De Donno, Maria Paola Leucci, Ernesto Mola, Silvano Vitale, ma anche Ermenegildo De Giovanni, l'ultimo di coloro che in sede di attribuzione dei seggi hanno beneficiato del premio (e al quale il centrodestra non ha notificato alcun ricorso in primo grado). Al loro posto subentreranno altrettanti candidati del centrodestra (Tondo Angelo, Monosi Attilio, Pala Giorgio, De Benedetto Federica, Calò Laura, Paola Gigante), esclusi dall'originaria proclamazione dell'Ufficio Elettorale.

Il primo cittadino, che ha convocato una conferenza stampa per le 17.30*, ha inserito su facebook un suo breve commento: "Il Consiglio di Stato ha deciso che l’attuale composizione del consiglio comunale non è legittima per effetto del voto del primo turno elettorale: ciò significa che nonostante la mia vittoria al ballottaggio - insieme ad Alessandro Delli Noci - non ho diritto al premio di maggioranza. Appena il Prefetto comunicherà chi entra e chi esce per effetto di questa sentenza prenderemo atto dei nuovi numeri.  Le sentenze noi le rispettiamo, sempre".

In attesa della conferenza, restano sul tavolo le ipotesi su cosa potrebbe avvenire: un'opzione porta alle dimissioni di Salvemini e della giunta, ma perché si vada al voto entro giugno bisognerebbe rassegnarle a giorni; un'altra punta alla costruzione di una maggioranza su un programma di governo sul quale far convergere i numeri necessari. In ogni caso ci sono scadenze amministrative da rispettare, prima tra tutte l'approvazione del bilancio. 

*Aggiornamento: qui il video della conferenza stampa e il testo integrale dell'intervento del sindaco nella conferenza stampa presso l'Open Space di Palazzo Carafa

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