Premio di maggioranza contestato, finita l'udienza. La decisione a giorni

I giudici della Terza Sezione di Palazzo Spada chiamati a pronunciarsi sul verdetto del Tar. Le parti hanno argomentato le proprie posizioni. Intanto il sindaco: "Continuiamo a lavorare"

Palazzo Spada (foto Ansa)

ROMA -  L'unica risposta, al momento, fa rima con attesa.  Al termine dell'udienza che si è celebrata oggi davanti ai giudici della Terza Sezione di Palazzo Spada - presidente Balucani - sulla contestata questione del premio di maggioranza attribuita al sindaco Carlo Salvemini, resta solo la certezza che, non essendo prevista la formula del dispositivo come invece avviene in primo grado, per conoscerne l'esito bisognerà attendere la pubblicazione della sentenza. Da oggi e per i prossimi 45 giorni ogni momento potrebbe essere quello del verdetto.

Come noto, in gioco ci sono cinque seggi (tanti sono quelli contestati), ovvero la tenuta di una solida maggioranza a favore del primo cittadino oppure un rovesciamento dei rapporti di forza: il centrodestra ritiene di aver superato al primo turno la soglia del 50 per cento dei voti validi, limite che impedisce l'attribuzione del premio al sindaco di altro schieramento vincitore del ballottaggio. Per l'Ufficio Elettorale, invece, la cifra elettorale del centrodestra (preferenze per le liste) è rimasta al di sotto della metà dei voti validi, considerando questi come la sommatoria delle preferenze espresse per i candidati sindaci al primo ma anche al secondo turno. In pratica la disputa è sull'applicazione della legge elettorale per le comunali.

L'udienza è iniziata attorno a mezzogiorno. Il presidente ha invitato le parti a essere sintetiche, essendo già avvenuta in sede cautelare una discussione come se si affrontasse già il merito della questione. Il 9 novembre, infatti, la Terza Sezione aveva confermato con una ordinanza di sospensiva il decreto monocratico firmato dal suo presidente l'11 ottobre, due giorni dopo la decisione del Tar Puglia, sezione di Lecce, di accogliere il ricorso degli esponenti del centrodestra che ritenevano illegittima l'attribuzione del premio al sindaco. Per la parte ricorrente - ovvero per i consiglieri di centrosinistra "silurati" dal Tar - sono invervenuti Massimo Luciani e Federico Massa, per il centrodestra sono intervenuti Pietro Quinto e Felice Ancora (erano presenti anche Daniele Montinaro e Luciano Ancora).

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Salvemini, dal canto suo, si è limitato a ribadire che il lavoro dell'amministrazione intanto va avanti. "Nell’attesa di sapere quale sarà la decisione finale sulla giusta composizione del consiglio comunale c’è solo una cosa da fare: continuare a lavorare per la città".

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