Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Villa Himera, per il resort di Savino Tesoro manca solo il via libera del consiglio

Prossimo alla conclusione l'iter di autorizzazione partito nel 2008 per l'immobile sito in via Padre Bernardino Realino. L'iniziale richiesta di permesso a costruire fu respinta ed è stato necessario intraprendere la strada della variante urbanistica. Intanto è cambiato il progettista

L'ingresso di Villa Himera.

LECCE – Per la struttura ricettiva di lusso che Savino Tesoro ha in mente di aprire a Lecce forse questa è la volta buona. Lunedì prossimo, infatti, l’ordine del giorno del consiglio comunale prevede anche la discussione sulla richiesta di permesso a costruire per la ristrutturazione, restauro, risanamento conservativo, sistemazione esterna e cambio di destinazione di Villa Himera, l’immobile che si trova in via Padre Bernardino Realino, a pochi passi dalla questura e dalla stazione ferroviaria.

Si tratta di circa 800 metri quadri al coperto per una superficie complessiva di quasi 14mila. I posti letto – lo si evince dalla delibera sulla quali si pronunceranno i consiglieri - saranno sicuramente inferiori a 25. Nei giorni scorsi la commissione Urbanistica si è espressa favorevolmente, salvo il voto contrario di Antonio Torricelli, del Pd,e l’astensione di Carlo Salvemini, di Lecce Bene Comune.

I Tesoro erano proprietari di villa Himera già prima di rilevare l’Us Lecce, che hanno gestito per tre anni. Bisogna risalire indietro di parecchi anni per l’avvio dell’iter autorizzativo: la prima richiesta di permesso a costruire è datata 16 luglio del 2008. A presentarla la società Twin srl, con sede a Bergamo e della quale è amministratore unico l’ex presidente del club giallorosso, Savino.

Dopo circa due anni a mezzo, il 28 febbraio del 2011, giunge il diniego da parte del dirigente del settore Urbanistica alla luce della relazione istruttoria che attesta un contrasto tra il progetto e le norme tecniche di attuazione del piano regolatore. Si deve dunque passare dal percorso della variante urbanistica, che implica l’indizione di una conferenza dei servizi.

In quella sede, e siamo nel febbraio del 2012, viene formalizzato il parere contrario della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Puglia. Intanto la Regione Puglia comunica la necessità della valutazione ambientale strategica. Il 19 febbraio dell’anno successivo la società presenta un nuovo progetto, questa volta a firma dell’architetto Maria Pia Irene Fiorentino integrato dal rapporto preliminare a firma di un geologo. Il cambio di destinazione d’uso è da villa con parco a residenza turistico alberghiera. Nello scorso novembre, finalmente, la conclusione con esito positivo della conferenza di servizi.

Chiusa l'esperienza nel settore calcistico della famiglia originaria di Spinazzola - ma Savino Tesoro resta il presidente dell'Us Lecce fino al varo di un nuovo consiglio di amministrazione, previsto ad ottobre -, resta invece l'interesse per quello turistico e immobiliare.  

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