Martedì, 16 Luglio 2024
Numeri migliorati

Conti pubblici, la cura Salvemini funziona: dal fondo nazionale buone notizie

Il decreto del governo assegna a Lecce una quota di riparto superiore a quella prudenzialmente indicata nelle previsioni di bilancio: ridotti ancora i tempi del risanamento del debito. L’ex sindaco: “Premiato nostro percorso virtuoso”

LECCE – Una gestione rigorosa, virtuosa e probabilmente “impopolare” ma necessaria, che evidentemente dà frutti e permette alle casse comunali leccesi (e a chi dovrà gestirle nei prossimi anni) di avere risorse e numeri migliori, tesi verso il completo risanamento dei debiti di bilancio: la cura Salvemini sui conti pubblici del capoluogo salentino funziona e, a dirlo, in maniera indiretta ma concreta, sono le buone notizie che giungono dal fondo nazionale e che assegnano al Comune una quota di riparto del fondo di riequilibrio finanziario e strutturale, previsto nell’ambito del “Patto per Lecce”, superiore a quella prudenzialmente indicata nelle previsioni di bilancio dello scorso 15 aprile.

Tradotto in parole povere: lo stato delle casse comunali migliora e i tempi di rientro dal debito, già anticipati al 2030 rispetto a quanto stabilito nell’iniziale tabella di marcia (con vista 2044), vengono ulteriormente ridotti. Il ritorno alla “normalità” economica per Palazzo Carafa passa dal 2030, indicato nelle previsioni di bilancio della giunta Salvemini, al 2029 secondo quanto riportato nel decreto di governo che ha rivisto, come detto, la quota di riparto e che libera il bilancio dal peso di una quota di accantonamento di circa 6 milioni di euro annui finora sottratti ad altre possibili utilità.

Quel riparto è stato possibile perché Lecce (con l’Anci, l’associazione nazionale comuni italiani, e l’istituto per la finanza e l’economia locale), si è battuta con un serrato confronto istituzionale perché anche le città medie e piccole, impegnate con grandi sacrifici in operazioni di riequilibrio, avessero dal governo la possibilità di sottoscrivere specifici accordi come avviene per le grandi città e le aree metropolitane per scongiurare un dissesto inevitabile visto il disavanzo che nel 2019 era di 104 milioni di euro.

“Anni di rigore e fatica quelli trascorsi” sottolinea l’ex sindaco Carlo Salvemini evidenziando la richiesta e l’ottenimento di “una dotazione finanziaria inizialmente non riconosciuta” e precisando che non sia stato “facile” né “popolare” intraprendere un certo percorso di “di virtuosa e rigorosa applicabilità” di quei principi di sana gestione delle risorse pubbliche “che è condizione di equità generazionale e garanzia di sostenibilità”.

Salvemini evidenzia anche come la rotta dei prossimi anni sia tracciata, “perché è il presente che costruisce il futuro”: “Oggi – dichiara - il disavanzo è dimezzato. Le quote del fondo garantiscono la riduzione dei tempi di chiusura della manovra di riequilibrio. Entro il 2029 il Comune potrà recuperare pieno controllo del proprio bilancio, destinare oltre 6 mln di euro alla spesa corrente per migliorare i servizi pubblici, ricorrere all’indebitamento per finanziare investimenti, ridurre la pressione fiscale su famiglie e imprese”.

“Se potessi tornare indietro – afferma - nell’interesse della nostra città farei esattamente le stesse scelte. Consapevole di essere chiamato a pagare un prezzo. Ci sono diversi modi di definire l’interesse pubblico. Io conosco e pratico questo”.

E, al di là delle valutazioni politiche delle parti e delle distanze di visione, un aspetto è evidente: il riconoscimento della bontà di un iter impervio ma necessario da cui non ci si può discostare per il bene della città. Le scelte fatte e che hanno prodotto questi benefici obbligano idealmente la nuova amministrazione a non discostarsene con politiche di bilancio che rischino di complicare in dirittura d’arrivo il risanamento in corso. La strada, in sostanza, è segnata. Serve coraggio per affrontare l’ultimo tratto di salita.  

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