Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Continua bufera su Unione dei comuni costa orientale

Dopo la controversa riunione, culminata con la polemica tra la delegazione di Castro e il presidente Caroppo, continuano i colpi di scena: le dimissioni di quest'ultimo tengono in stallo l'assemblea

Ettore Caroppo-10

MINERVINO DI LECCE - È caos nell'Unione dei comuni della Costa orientale: dopo gli attriti delle scorse settimane, emersi all'interno di un consiglio, tra le amministrazioni di Minervino di Lecce e Castro, le polemiche non sembrano destinate a spegnersi. Ettore Caroppo, infatti, presidente dell'assemblea da quest'estate, ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni dall'incarico. Le motivazioni alla base di questa scelta sono da ritrovarsi nei contrasti con la rappresentanza castrense all'interno dell'assemblea.

Nella lettera di dimissioni, Caroppo puntualizza: "Alla luce delle accuse infondate che mi sono state rivolte dai consiglieri dell'Unione, dimostratesi veri e propri insulti nei confronti del sottoscritto e dei collaboratori di fiducia tanto da determinare le dimissioni del ragioniere Lucio Guida, espressi dal comune di Castro, nel corso della seduta dell'11 ottobre scorso".

Caroppo motiva il proprio gesto al fine di eliminare ogni "ulteriore complicazione" e "ombre" rispetto al suo operato, "sempre improntato alla correttezza istituzionale ed al pieno rispetto della legge", ribadendo come abbia sempre perseguito come obiettivo il bene delle singole comunità, senza "alcun tornaconto personale o individualismo". Il sindaco di Minervino, avendo accertato come siano venute meno le condizioni di fiducia nella propria correttezza, rilevando da alcuni consiglieri "comportamenti quanto meno irrituali, se non addirittura gravi, nell'attività amministrativa svolta dai soggetti a ciò deputati tali da mettere in discussione persino l'efficacia della mia nomina a Presidente".

Caroppo avrebbe riscontrato "atteggiamenti ostativi", "dubbi" e "scorrettezze" fin dal proprio insediamento: pertanto, è stata logica la scelta di rassegnare le dimissioni; inoltre il sindaco di Minervino si rivolge al Prefetto, chiedendo che siano verificati gli atti della propria gestione, per trovarne le eventuali "illegittimità". Ripercorrendo all'indietro la situazione, dunque, i rappresentanti in consiglio del comune di Castro avrebbe posto dei problemi di "legittimità" nelle nomine dei collaboratori di fiducia e della giunta di Unione, poste da Caroppo. Nello scontro in aula, la delegazione di Castro aveva abbandonato l'assemblea in polemica; successivamente, era sopraggiunta la decisione del dirigente dell'ufficio finanziario Guida di rassegnare le proprie dimissioni, a cui hanno fatto seguito a pochi giorni di distanza quelle del presidente stesso.


Un caos nel caos, in quanto potrebbe essersi creata una situazione di stallo all'interno dell'Unione dei comuni: non si sa bene, infatti, come poter procedere dopo questa vacanza. In teoria, il Prefetto dovrebbe nominare un commissario di gestione o subito o al termine dei venti giorni, per permettere di mediare sul ritiro delle dimissioni. I sindaci coinvolti cercano, intanto, di ricucire e di trovare una soluzione di compromesso. Ma, per ora, la guerra fredda tra Minervino e Castro prosegue.

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