Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Contrasto al caporalato ed accoglienza dei migranti: firmato il protocollo istituzionale

Il protocollo mira a creare una rete di accoglienza per i lavoratori stagionali impiegati nella raccolta delle angurie a Nardò, contrastando la gestione criminale

Il prefetto Palomba tra l'assessore Leo e l'ex procuratore capo Motta.

LECCE – A stagione abbondantemente iniziata, e seppur con netto ritardo, le istituzioni e gli enti coinvolti nella gestione di Masseria Boncuri a Nardò hanno firmato, questa mattina presso la sede della prefettura di Lecce, il protocollo d’intesa in materia di lavoro stagionale in agricoltura.

Erano presenti il prefetto Claudio Palomba, il procuratore Cataldo Motta, l’assessore regionale al Lavoro Sebastiano Leo, il sindaco del Comune di Nardò, Giuseppe Mellone, i rappresentanti delle organizzazioni datoriali, i segretari di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl e tutti i soggetti impegnati nel sistema di accoglienza.

Il documento fa riferimento al protocollo nazionale sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura “Cura-legalità-uscita dal ghetto” del 2016 e mira a coordinare l’azione di enti ed istituzioni al fine creare una rete di accoglienza per i lavoratori stagionali impiegati nella raccolta delle angurie, sottraendo energie e risorse alla gestione criminale della forza lavoro.

In buona sostanza, dunque, il protocollo fissa le azioni di intervento in diversi ambiti: salvaguarda dei diritti, accoglienza in strutture adeguate, sicurezza sul lavoro, tutela sanitaria ed emersione del lavoro irregolare. Il punto di riferimento dell’iniziativa è nella legge 199 del 2016 che ha introdotto il reato del caporalato e che ha permesso di tenere sotto controllo una situazione di illegalità nota e diffusa, particolarmente radicata nell’agro di Nardò e difficile da contrastare.

Anche per quest’anno, il punto di riferimento per i braccianti agricoli (si contano almeno 300 lavoratori nei tre mesi estivi) è Masseria Boncuri che è stata ristrutturata con le risorse del Pon Sicurezza 2007/2013: il sito convoglia le strutture per l’accoglienza ed i servizi collaterali, sanitari e di supporto legale.

I compiti e le funzioni sono stati ripartiti per ciascun ente. La Regione Puglia si è impegnata a finanziare i moduli abitativi, ovvero 80 container contenenti 4 posti letto ciascuno che dovrebbero essere allestiti nei prossimi giorni, stando a quanto affermato dall’assessore Sebastiano Leo.  

Il ministero dell’Interno ha stanziato 60mila euro per la realizzazione di un sistema di videosorveglianza, l’acquisto di 300 letti e dei contenitori dell’acqua potabile. Il Comune di Nardò ha messo a disposizione 20 tende da campo per un totale di 160 posti letto. La Asl di Lecce si occupa dell’assistenza sanitaria e degli interventi prevenzione, mentre le associazioni datoriali hanno il compito di spianare e pulire l’area circostante.

La Provincia, per tramite del Centro per l’impiego, ha predisposto l’attivazione di uno sportello operativo a disposizione dei migranti che potranno trovare anche il sostegno e l’affiancamento delle organizzazioni sindacali mentre i datori di lavoro si sono impegnati ad attingere lavoratori dalle liste del Cpi.

Il progetto vede la collaborazione anche di Cassa Amica, Caritas, Cooperativa sociale rinascita, Consiglio italiano per i rifugiati, Istituto di Culture mediterranee e Protezione civile che controllerà gli accessi in Masseria. Nelle azioni di contrasto al lavoro nero, prevenzione e ordine pubblico sono coinvolti direttamente l’ispettorato territoriale del Lavoro, lo Spesal, Inps, Inail e le forze di polizia locale.

Il protocollo è immediatamente esecutivo e, al netto dei ritardi, sarà valido anche negli anni a venire. Il fenomeno del caporalato ha una portata tale, infatti, da richiedere interventi di lungo corso ed ampio raggio. Il passaggio odierno in prefettura rappresenta, quindi, una nuova tappa di un percorso in salita, ma l’emergenza che si ripresenta puntuale ogni anno dovrebbe essere contenuta più facilmente, come precisato dal sindaco di Nardò, Pippi Mellone: “Il protocollo è il punto di sintesi dei numerosi incontri istituzionali che si sono succeduti sin dal 2016 e finalmente regolamenta una situazione divenuta problematica nelle campagne di Nardò. Questo è l’ultimo anno dell’emergenza e già nella giornata di domani verranno scaricati i container. Dai protocolli quindi passiamo finalmente ai fatti”.

“Il protocollo va oltre il caporalato e si focalizza sull’assistenza, garantita grazie al supporto della Regione Puglia – ha aggiunto il prefetto Palomba - .Una novità è rappresentata dal trasporto dei migranti: stabiliremo infatti un servizio di collegamenti con la mappatura dei posti da cui si parte e dove si arriva, fino a prevedere sportelli per regolarizzare la condizione dei singoli lavoratori. Ovviamente questa non è la soluzione definitiva ma la posa di questa pietra è un passo importante”.

“La Puglia registra un’eccellenza in tema di contrasto al fenomeno dell’intermediazione illecita sui luoghi di lavoro – ha commentato il procuratore Cataldo Motta – grazie alla legge 199 del 2016. La prima legge del genere risale al ’49 e prevedeva la sola confisca del mezzo utilizzato per il trasporto dei lavoratori, ora abbiamo compiuto un passo in avanti importante perché del reato rispondono non solo i caporali ma anche i datori di lavoro”.

“Dal 2011 ad oggi molte cose sono cambiate in meglio – conferma Valentina Fragassi, segretaria di Cgil Lecce – ed anche l’organizzazione della Masseria come previsto dal protocollo, sebbene partita in ritardo, rappresenta un passaggio importante. Certo è che finché esisteranno i ghetti dei lavoratori, confinati in una zona distante dalla città, non si potrà parlare di vera integrazione ed il fenomeno del caporalato sarà difficile da arginare. È necessario un cambio di passo che parta da una rivoluzione culturale”.

Soddisfatto anche il segretario di Ugl, Vito Perrone, che ha voluto ringraziare il prefetto per il lavoro svolto aggiungendo che “senza legalità non ci può essere una vera crescita e un vero sviluppo del territorio”.

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