Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Gasdotto, ipotesi speculazione sul percorso del primo tracciato. I nomi in procura

Il pm Antonio Negro ha disposto alcune verifiche sulle aree coinvolte nel progetto Tap. Le verifiche sono state eseguite negli ultimi giorni dai militari della guardia di finanza, mentre le amministrazioni di Melendugno e Vernole hanno fatto pervenire alla magistratura i nomi dei proprietari dei terreni

LECCE - I controlli sono scattati negli ultimi giorni sui terreni coinvolti nel passaggio delle condotte Tap, e sulla zolla che, almeno nel progetto iniziale, avrebbe dovuto ospitare la stazione di decompressione del gasdotto.  Si tratta di un'indagine vasta e complessa, condotta dagli uomini della sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza di Lecce, sotto la guida del colonnello Francesco Mazzotta, su disposizione del pubblico ministero Antonio Negro. Sotto la lente degli inquirenti i terreni interessati dal progetto, attraverso l'ausilio dell'Agenzia del territorio. Numerosi gli ascolti già eseguiti dai militari nell'ambito di un'inchiesta peculiare, affidata a uno degli ufficiali più esperti tra quelli in servizio. Per molti anni ai vertici della Dia Leccese, il colonnello Mazzotta ha contribuito con le sue indagini al sequestro e alla confisca di beni per decine di milioni di euro. Colonnello Mazzotta-3

Quella sottoposta alle verifiche è un’area di circa 16 ettari, situata a cinque chilometri di distanza dal punto di approdo (quella del progetto attuale si trova, invece, a otto chilometri di distanza). E’ un’area che ricade nel territorio del comune di Melendugno, ma di fatto a ridosso della convergenza con i territori di Vernole e Acquarica di Lecce.

La Procura della Repubblica di Lecce, nei mesi scorsi, ha richiesto l’acquisizione dei documenti agli uffici tecnici dei Comuni di Vernole e Melendugno. Le amministrazioni hanno provveduto ad inviare sia i plichi, sia i nominativi dei titolari delle aree.

L’identità dei proprietari dei terreni sarebbe dunque rilevante nell’ambito dell’inchiesta, per individuare eventuali speculazioni sulla vendita di quelle zolle alla multinazionale azera. Non è possibile, al momento, stabilire se la società di Baku possa aver previsto il tracciato delle tubature su terreni appartenenti a personaggi della politica locale. Saranno le indagini della Procura a chiarirlo.

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