Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

Nel cantiere di Adriana Poli Bortone si parla già di un nuovo partito

Nella convention organizzata dalla senatrice si discutte di un progetto di rifondazione della destra italiana, alternativo alla riproposizione di Forza Italia, ma lei avverte: "Bisogna prima partire dalla base, non siamo qui per scegliere un leader"

@TM News/Infophoto

LECCE – Lavori in corso nel centrodestra italiano. E, a Lecce, due “cantieri” lo dimostrano. E’ da ieri infatti in corso la convention “Nuova Destra”, organizzata da Adriana Poli Bortone, alla quale prenderanno oggi parte anche Francesco Storace e Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, mentre questa mattina Guido Crosetto ha “battezzato” il varo della costituente provinciale di Fratelli d’Italia.

Il ritorno oramai annunciato da Silvio Berlusconi a Forza Italia, magari con la contestuale investitura della figlia Marina come leader in pectore, sta accelerando il processo di ricollocamento delle varie anime del centrodestra: il Pdl durerà ancora quanto il governo in carica e poi, in caso di nuove elezioni – fatto non scontato -, si passerà ad una nuova fase. E’ chiaro che in questo contesto l’ambizione di rompere la condizione di perenne subalternità al Cavaliere è nutrita da molti esponenti politici, tentati dall’idea di riproporre un modello politico alternativo al partito-azienda, nazionale nei valori, europeo nelle vocazione, democratico nella pratica.

Un ritorno ad Alleanza Nazionale dunque? A sentire i protagonisti, nemmeno per sogno anche se, almeno a guardare i primi passi di Fratelli d’Italia, qualche sospetto viene. E Francesco Storace, dalla convention di Adriana Poli Bortone, rilancia il simbolo di An da contrapporre a quello di Forza Italia. La parabola di Gianfranco Fini, che mette tutti d’accordo in un comune moto di avversione, è ancora troppo bruciante e, come ha detto Crosetto, bisognerebbe tornare ai principi che ispirarono la fondazione di quel partito, ma non rituffarsi nel passato. Se già qualcuno non gli aveva perdonato la svolta di Fiuggi, all’ex presidente della Camera oggi tutti imputano la dispersione di un patrimonio di passione e di consenso a beneficio delle sirene berlusconiane che, sia chiaro, hanno sedotto molti degli allora luogotenenti della destra italiana. 

Dal dibattito in corso è abbastanza chiara la volontà di recuperare quel bacino elettorale rappresentato da milioni di voti che, dopo essersi affidato al sogno di rinnovamento tratteggiato dal leader – comunicatore, oggi sente l’esigenza di ormeggiare in porti sicuri, al riparo dagli umori e dagli ardori: “Nasce eccome il nuovo progetto politico di destra, - ha detto Francesco Storace - ormai c’è una consapevolezza comune e nonostante qualche resistenza ce la faremo”. Anche per Gianni Alemmano “si può pensare ad un nuovo partito, ma sempre nell’ambito del centrodestra, per tornare a fare quella politica che nel Pdl, che non si è mai trasformato in un partito strutturato, non ha mai avuto spazio”.  “Non e' ora di (ri)fare una destra seria, pulita, moderna, non populista”? si chiede retoricamente su Twitter il coordinatore nazionale di Futuro e Libertà, Roberto Menia.

Ma che si stia incubando un progetto davvero riformatore è tutto da vedere. Tanto che la presidente di Io Sud, Adriana Poli Bortone, ha avvertito: “Non siamo qui per scegliere un leader, bisogna prima partire dalla base, senza colonnelli e colonnelle”.

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