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La telecamera si "spegneva" anche per gli acquirenti di dolci del monastero

La vicenda è venuta fuori in maniera incidentale nel corso di una commissione consiliare. Con l'approvazione del regolamento per la Ztl,a fine gennaio, questo "beneficio" è venuto meno

L'ingresso della chiesta e del monastero di San Giovanni Evangelista.

LECCE - Anche gli acquirenti dei dolci di pasta di mandorla preparati con inarrivabile maestria dalle Benedettine del monastero di San Giovanni Evangelista, nel centro storico di Lecce, hanno potuto beneficiare della possibilità di entrare in zona a traffico limitato senza che questo implicasse una multa, come per qualsiasi altro cittadino altrove destinato e noncurante del divieto in vigore (tutti i giorni dalle 21 alle 6 e nei festivi 24 ore su 24). 

Questo privilegio è stato garantito di fatto dall'amministrazione comunale fino all'approvazione, il 26 gennaio scorso, del regolamento con il quale si è cercato di mettere un argine ad una situazione sfuggita, di deroga in deroga, di eccezione in eccezione, ad ogni controllo e che aveva come unico precedente "normativo" un'ordinanza de 1999, a firma dell'allora sindaco Adriana Poli Bortone. 

Il numero di mezzi coinvolti è certamente minimo e non influente dal punto di vista del traffico, ma la rilevanza delle vicenda attiene alla gestione che è stata fatta per circa tre lustri rispetto all'accessibilità della zona antica della città. Insomma, l'occhio della telecamera di via Fornello Casale (angolo con viale de Pietro), si "chiudeva" se la destinazione era il monastero di via Corte Conte Accardo, dove peraltro si svolgono funzioni liturgiche e incontri di tipo spirituale e culturale: con la trasmissione del numero di targa dell'auto dei visitatori, a vario titolo, il pericolo di sanzione era scongiurato. 

L'assessore alla Mobilità, Luca Pasqualini, che si trovava a Palazzo Carafa per partecipare ad una commissione successiva, ha dichiarato di non aver contezza di atti in questo senso, riservandosi di fare delle verifiche. Il nuovo regolamento, che pure la minoranza ritiene troppo blando per portare a un effettivo ridimensionamento del numero di auto che accedono e sostano nel centro storico, ha comunque il merito di circoscrivere la casisistica delle autorizzazioni e, di conseguenza, quello delle deroghe. 

La questione è venuta fuori in maniera del tutto incidentale con un intervento del consigliere Luigi Melica, che era stato informato della "novità" dalla madre superiora del monastero, nel corso di una seduta della commissione Controllo dedicata al Centro postale operativo di via Lequile.

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