Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Convenzione per la Pet-Tac? "La fine di un'ingiustizia"

Soddisfazione da parte del consigliere regionale Buccoliero sulle voci che accreditano un accordo tra il centro Calabrese e la Regione Puglia: "Non ci sono malati di serie A e malati di serie B"

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LECCE - Sulla vicenda della Pet-Tac del centro medico Calabrese di Cavallino arrivano da Bari segnali di schiarita. Che, se dovessero essere confermati ufficialmente, metterebbero la parola fine a quella che Antonio Buccoliero, consigliere regionale dei Moderati e Popolari, definisce "una vera e propria ingiustizia sociale". "Avviare la convenzione con il centro Calabrese - ha proseguito l'esponente dell'opposizione - significa riconoscere la dignità di tanti pazienti salentini, che hanno diritto, al pari di tutti gli altri cittadini pugliesi, ad ottenere cure efficaci e tempestive, restando nella propria provincia. Si tratta di un percorso di dignità sociale, che non può e non deve essere sottovalutato".

Appena una settimana addietro i legali del centro Calabrese hanno tenuto una conferenza stampa (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=26208) nella quale hanno dichiarato che per sbloccare la situazione sarebbe necessaria soltanto la formalizzazione dell'accreditamento. Eppure, ad una soluzione apparentemente banale, corrisponde la complessità di una vicenda per alcuni lati piuttosto oscura che si trascina da mesi: basti pensare che tra Tar e Consiglio di Stato sono stati presentati cinque ricorsi.

A farne le spese, per adesso, sono stati i pazienti costretti a ricorrere a strutture fuori provincia, con un aggravio per le casse regionali che coprono il rimborso spese di circa due milioni di euro. La Pet-Tac - che da luglio a dicembre ha permesso di visitare circa mille pazienti - ha smesso di funzionare alla fine del 2010 perché il centro aveva già esaurito il budget di 180 mila euro concesso dalla Asl alla struttura, escludendo le prestazioni della Pet-tac. Ma il delicato strumento del centro Calabrese, l'unico nel territorio, resta indispensabile per una corretta diagnosi. Tanto che è previsto che ce ne sia uno per ogni 750 mila abitanti (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=24010).

Sul fronte della terapia, invece, a febbraio è stato siglato un importante accordo tra la Regione e la clinica "Città di Lecce" che offre i suoi servizi di radioterapia per la cura dei tumori senza vincoli di spesa. Ma la cura, per essere efficace, ha bisogno di diagnosi tempestive e di monitoraggi continui. Per questa ragione, l'auspicio è che finalmente si sia arrivati ad una soluzione definitiva anche per il centro Calabrese, che metta fine a polemiche, interrogazioni e ricorsi in sede giudiziaria.

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