"Coopersalento, basta rinvii: si verifichino emissioni"

Maglie: il monitoraggio delle emissioni in atmosfera non è stato effettuato per via di continui anomalie. I segretari del Pd dei comuni interessati a Pellegrino: "Si rispettino norme già esistenti"

In attesa che vengano effettuati gli accertamenti di verifica sulle emissioni prodotte da Copersalento, come annunciato dalla Provincia di Lecce, i segretari cittadini del Partito democratico dei centri interessati hanno scritto al presidente Giovanni Pellegrino, tutti uniti per un unico obiettivo: "Far rispettare norme che già esistono". Si tratta di Raffaele Cesari (Maglie, il territorio nel quale sorge lo stabilimento), Giorgio Pasca (vicepresidente dell'Unione Comuni "Entroterra Idruntina"), Silvia Cancelli (Cannole), Donato Marrocco (Sanarica), Luigi Baldassarre (Bagnolo), Alessandro Calò (Muro Leccese), Enzo Cito (Martano) Rocco Amato (Scorrano), Anna Elisa Stifani (Palmariggi), Ivan Stomeo (Melpignano), Guido Bianchi (Marittima), Fernando Schifano (Castro) e Vittorio Cassano (Poggiardo). "Le vicende relative alla Copersalento - dicono i segretari del Pd - hanno posto in stato di allarme la popolazione di un intero territorio, la quale vive con comprensibile ansia e preoccupazione i risultati delle analisi effettuate da Arpa Puglia, che hanno accertato, in sede di controllo delle emissioni prodotte dall'impianto di combustione di Cdr, una concentrazione di diossine in quantità notevolmente superiore ai valori limite consentiti dalle disposizioni di cui al decreto legislativo del maggio 2005 numero 133".

Tutta la vicenda è quindi riassunta dagli stessi segretari: "La Provincia di Lecce, con provvedimento dirigenziale del 10 luglio ha tempestivamente vietato "in considerazione del grave pericolo dovuto al superamento del valore limite di emissione accertato da Arpa", la prosecuzione dell'attività da parte dell'impianto di coincenerimento. Successivamente, ha concordato con Copersalento l'espletamento di nuovi controlli finalizzati alla ulteriore verifica dei dati già acquisiti definendone, al contempo, tempi e modalità". Tuttavia, "la programmata attività di controllo, non ha avuto luogo a causa di anomalie tecniche e difetti manutentivi che, come reiteratamente asserito da Copersalento, hanno impedito di avviare a regime l'impianto e verificarne le emissioni". I controlli, come annunciato dalla stessa Provincia, erano stati rinviati al 3 agosto, "ma hanno subito un ennesimo slittamento in ragione di un guasto alla turbina, comunicato dall'impresa il giorno precedente quello fissato per l'espletamento delle verifiche".

"In questo contesto pare non più differibile l'adozione di concrete iniziative volte a garantire l'integrale rispetto - da parte di Copersalento - di quanto stabilito dal decreto legislativo, il quale disciplina non solo i valori limite di emissione degli impianti, ma anche - e prioritariamente - "i criteri e le norme tecniche generali riguardanti le caratteristiche costruttive e funzionali nonché le condizioni di esercizio" cui anche gli impianti esistenti devono adeguarsi, al fine di assicurare - in via precauzionale e preventiva - una elevata protezione dell'ambiente. Copersalento non ha compiutamente realizzato - ad oggi - i prescritti interventi di adeguamento - accusano -, benché sia ampiamente decorso il termine del 28 febbraio 2006 che il suddetto decreto fissa per l'adempimento, termine richiamato - peraltro - nel provvedimento dirigenziale del 10 luglio 2008, che ha disposto il divieto di prosecuzione dell'attività".

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"Noi invochiamo, semplicemente, il rispetto di norme che già esistono. Tanto nella ferma convinzione che la migliore politica ambientale consista nell'adozione preventiva di ogni misura e rimedio per evitare, sin dall'inizio, danni irreversibili e gravi all'ambiente ed alla salute - concludono -, anziché limitarsi a combatterne, solo successivamente, gli effetti". Raffaele Cesari, segretario cittadino del Pd di Maglie, a sua volta conclude ricordando che "i ripetuti rifiuti di Copersalento di sottoporsi alle verifiche motivati da asseriti guasti, anomalie tecniche e difetti manutentivi, ripropongono, tra le altre, la questione della tenuta dell'impianto e, cioè, della sua piena rispondenza - da un punto di vista costruttivo e funzionale - alle stringenti prescrizioni poste dalla normativa di settore. Prescrizioni dirette ad assicurare, ancor prima della (successiva) attività di controllo sulle emissioni, un'elevata protezione dell'ambiente e della salute umana".

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