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Copersalento, Maniglio per il corteo. E bacchetta Fitto

Interrogazione del presidente del gruppo consiliare del Pd alla Regione. "Quanto è stato inquinato l'ambiente dal 2004 ad oggi?". E sulla manifestazione dopo la morte bianca chiama tutti a raccolta

La Copersalento.

"Quante volte la diossina ha avvelenato l'ambiente?". E poi: "Revocare l'autorizzazione a bruciare Cdr". E ancora: "Un nuovo piano industriale a tutela della salute e dell'occupazione". Sono questi i passaggi salienti di un'interrogazione regionale promossa da Antonio Maniglio, presidente del gruppo consiliare del Pd, che chiede al Consiglio regionale un intervento deciso sulla questione Copersalento. "I fatti di queste settimane che hanno investito la Copersalento - commenta - non consentono di tornare alla quotidianità à come se non fosse successo nulla. Da una parte c'è stato il tragico incidente sul lavoro che ha ucciso un giovane operaio e che ha reso evidenti i gravi limiti strutturali e di sicurezza sul lavoro dell'azienda magliese; dall'altra ci sono i dati dell'Arpa che ha registrato i valori della diossina immessi nell'aria superiori di ben 400 volte superiori rispetto ai parametri fissati dalla normativa. Una vera e propria bomba inquinante - dice Maniglio - che ha sparso i suoi veleni su tutta l'area di Maglie".

"Ancora più preoccupante è che l'azienda, facendo ricorso a innumerevoli fermi di produzione, abbia sostanzialmente impedito all'Arpa di continuare a monitorare gli effetti della combustione del combustile da rifiuto per verificare se lo sforamento dei valori è stato un fatto occasionale oppure, come è legittimo pensare, un dato permanente", dice ancora l'esponente del Pd, rincarando la dose. "E' chiaro che a questo punto, come intervento minimo di tutela della salute delle persone e del territorio, ci sono tutte le condizioni per revocare l'autorizzazione a continuare a bruciare Cdr".

"Ma il vero e drammatico punto è un altro e riguarda il passato. L'azienda magliese brucia Cdr dal 2004: quali controlli - si chiede -, fatti da chi e in che modo, sono stati attivati per quattro anni? E quante volte è stata immessa diossina nell'aria ben oltre i livelli di guardia? Questo si chiedono, giustamente preoccupati, i cittadini di Maglie e dei comuni limitrofi. E il sindaco di Maglie, invece di polemizzare con il circolo Pd - prosegue Maniglio, chiamando in causa Antonio Fitto in prima persona - che sta conducendo una battaglia a tutela della salute dei cittadini, farebbe bene a rendere conto, in qualità di principale autorità sanitaria, di quello che ha fatto in questi anni, di quali controlli ha richiesto o attivato, degli atti concreti compiuti a difesa dei suoi concittadini".

"E' evidente che l'impianto Copersalento sia dal punto di vista strutturale (l'operaio è morto per il cedimento di una trave) che da quello tecnologico è un pericolo permanente sia per chi ci lavora che per chi vive nei territori circostanti. Se non ci saranno interventi seri per modernizzare l'azienda e dotarla di impianti tecnologici avanzati essa è destinata a chiudere. L'impresa, pertanto - aggiunge il capogruppo consiliare alla Regione del Pd -, che pure ha tratto grandi profitti dalla sua attività, anche producendo rilevanti danni ambientali, avrebbe il dovere, o dovrebbe avvertire la "sensibilità", di reinvestire una parte degli utili per attrezzarsi tecnologicamente ed evitare qualsiasi rischio alla salute, all'ambiente, e garantire, nello stesso tempo, l'occupazione. Questa ci pare la direttrice di fondo su cui dovrebbe spingere tutto il territorio, a cominciare dal sindaco di Maglie, i sindacati, l'associazionismo e la società civile. E per questo è bene che l'iniziativa del Pd di Maglie, programmata per l'8 novembre - conclude -, raccolga il massimo di adesioni e di consenso."


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