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Grattino scaduto in città, il “sì” della Corte di Cassazione alla multa

L’assessore Pasqualini esulta per “la linearità dell’amministrazione, con buona pace dei tanti detrattori, come i consiglieri Rotundo e Foresio”

Uno dei parchimetri in città

LECCE – Se il ticket è scaduto la multa va pagata. Punto. Anche la Cassazione dice “sì” alle sanzioni e l’assessore alla Mobilità, Luca Pasqualini, rimarca la “conferma della legittimità del percorso amministrativo”. Il riferimento è all’ultima sentenza, emanata dalla Corte di Cassazione, la quale attribuisce piena ragione a Palazzo Carafa circa le sanzioni per il grattino del parcheggio scaduto.

Così come stabilito dall'articolo 7 comma 15 del Codice della strada agli automobilisti che lasciano il proprio veicolo in sosta sulle strisce blu oltre il tempo concesso.  Nella sentenza, emessa lo scorso 3 agosto, la seconda sezione della Corte costituzionale ha riportato che  “L'assoggettamento al pagamento  della sosta è un atto di regolamentazione della sosta stessa” e che, di conseguenza, un'eventuale infrazione costituisce un illecito amministrativo trattandosi di “evasione tariffaria in violazione della disciplina della sosta a pagamento su suolo pubblico”.

Per Pasqualini rappresenta “Un altro tassello che conferma definitivamente la legittimità del percorso amministrativo di Palazzo Carafa, con buona pace dei tanti detrattori, come i consiglieri comunali Rotundo e Foresio, che si affannano a puntare l'indice contro l'amministrazione criticando a piè spinto la sua azione e facendo sorgere nei cittadini erronee aspettative solo per fini demagogici e strumentali”.

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