Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Costa a rischio crolli: corsa contro il tempo, servono ingenti risorse per la sicurezza

Dal vertice in Provincia, al quale ha partecipato il comandante della capitaneria di porto di Gallipoli, è emersa da una parte l'inerzia delle amministrazioni, dall'altra la necessità di una collaborazione con l'Autorità di bacino per definire la situazione in maniera più puntuale

Da sinistra Antonio Gabellone, il comandante Attilio Maria Daconto e il tenente di vascello Gianmarco Miriello.

LECCE – Abituato alla linearità della vita militare, il capitano di fregata Attilio Maria Daconto – comandante della capitaneria di porto di Gallipoli - non ha potuto fare a meno di sorprendersi per non aver trovato i rappresentanti della Regione Puglia, interlocutore principale sul tema della tutela del territorio. E’ infatti l’Autorità di bacino di Puglia, ente di diritto pubblico istituito con legge regionale del 2002, ad avere la competenza sui bacini idrografici del territorio pugliese.

Con questa premessa, l’incontro convocato dal presidente della Provincia è parso sin dall’inizio monco, ma l’obiettivo, ha specificato Antonio Gabellone, era quello di fare chiarezza, smorzare i toni polemici e procedere con una voce possibilmente comune prima di sedersi al tavolo con la Regione che, in effetti, non era stata invitata.

Al centro dell’odierno vertice “tecnico-politico” di Palazzo Adorno, l’ordinanza emessa dall’Ufficio circondariale marittimo – era presente il comandante, il tenente di vascello Gianmarco Miriello -, che ha interdetto la balneazione e la navigazione nelle acque antistanti un ampio tratto di litorale melendugnese, ritenuto soggetto a rischio crolli e già oggetto di cedimenti a causa dell’erosione.

Hanno partecipato al confronto i sindaci di Melendugno e Vernole, i esponenti dell’amministrazione di Otranto, i rappresentanti degli operatori balneari (Sib e Assobalneari) e il docente universitario Roberto Tomassicchio, professore ordinario di Idraulica e Ingegneria costiera all’Università del Salento.

Il provvedimento della guardia costiera otrantina, che non interessa - è bene ribadirlo - il litorale sabbioso e dunque gli stabilimenti, è stato recepito con vivace preoccupazione perché dai gestori delle strutture ricettive della zona, terrorizzati dal timore di un calo dei flussi turistici. Marco Potì, sindaco di Melendugno (nella foto, sotto), ne ha chiesto la sospensione in attesa di riscontri più puntuali, ritenendo l’ordinanza di portata troppo generica, e oggi ha ribadito la richiesta.

Ma il comandante Daconto ha tenuto il punto: ricordando la tragedia di Ventotene (nell’aprile del 2010 morirono due studentesse a seguito del crollo di un costone di tufo sulla spiaggia di Cala Rossano), ha rimarcato la priorità dell’incolumità pubblica ma anche i pochi riscontri avuti da parte dei sindaci del territorio di sua competenza alle comunicazione ufficiali con cui la capitaneria, sin dai primi mesi del 2012, ha cercato di far comprendere la necessità di intervenire, sulla base degli studi dell’Autorità di bacino di Puglia: dalle carte emergerebbe una situazione di rischio o addirittura di pericolo in molti tratti costieri, dalla Capitanata al Salento, tanto che l’ordinanza per Melendugno dovrebbe ben presto essere seguita da altre emesse dalle autorità competenti per territorio.

potimarco-3Gli interventi di messa in sicurezza della costa spettano ai Comuni e a questo punto sorge una questione di risorse economiche – legate al tema della sicurezza - che le amministrazioni evidentemente non hanno, come ha ricordato la delegazione otrantina che con le ordinanze di interdizione si confronta già dalla scorsa estate e che sta provando a concentrare gli interventi necessari sui tratti di costa a maggiore frequentazione turistica. Nei vari interventi che si sono succeduti è anche emersa una critica alla classificazione del rischio geomorfologico adottata, come se l’ente regionale avesse arrotondato per eccesso il grado oggettivo del rischio allo scopo di mettersi al sicuro nel delicato gioco di responsabilità e oneri connesso alla complicata materia.

Non troppo in là, comunque, c’è una stagione estiva molto attesa per dare fiato all’economica e la rincorsa contro il tempo, resa ineludibile dall’ordinanza, è a non farsi trovare impreparati: urge un calendario di sopralluoghi che possano chiarire l’entità della situazione, caso per caso.   Marco Potì sarà già domani a colloquio con i vertici dell’Autorità di bacino perché sulla vocazione turistica del suo territorio sta giocando gran parte della sua esperienza amministrativa, compresa la battaglia contro il progetto di gasdotto del consorzio Tap, che prevede l’approdo nella marina di San Foca.

Federbalneari: “La tassa di soggiorno non ripiani i bilanci”

Mauro Della Valle, presidente di Federbalneari, a margine dell’incontro ha rivolto un perentorio invito agli amministratori dei 17 comuni rivieraschi del Salento a procedere ad una adeguata pianificazione per la salvaguardia della costa :“Basta con l’alibi della mancanza di risorse. I nostri turisti attirati anche dagli investimenti degli imprenditori turistici e balneari sono anche disposti a farsi scucire dalle proprie tasche la tassa di soggiorno, ma non possiamo pensare che questa tassa di scopo possa servire ai sindaci a compensare passività di bilancio. Usino queste risorse almeno per progetti di valorizzazione costiera, anche con il supporto delle riconosciute risorse scientifiche dell’Università del Salento”.

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