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Costi e personale. Infuria la polemica in Provincia tra maggioranza e Pd

I consiglieri del Partito Democratico evidenziano le contraddizioni dell’ente, con riferimento al personale e ai 67 nuovi dipendenti da assumere nell’anno corrente. La replica piccata dell’assessore Pando: “Polemiche strumentali”

LECCE - Tassazione al massimo, efficienza al minimo, litigiosità senza freni tra amministrazione e personale, con un ente destinato a scomparire, che, invece, vuole fare 67 nuove assunzioni. È una invettiva diretta e senza mezze misure quella del gruppo Pd alla Provincia di Lecce contro il governo di Palazzo dei Celestini, basata su veri e propri capi di imputazione, destinati ad animare lo scontro tra le parti.

Secondo il Pd, sin dal suo insediamento, l’amministrazione Gabellone avrebbe assunto “palesi atteggiamenti persecutori nei confronti di gran parte del personale, quasi ritenuto in blocco un lascito politico delle passate amministrazioni di centrosinistra”. Un “accanimento odioso” per il partito di opposizione, che avrebbe riguardato dirigenti e funzionari e, manifestatosi all’apice nei confronti di “37 lavoratori precari che la giunta Pellegrino aveva stabilizzato, trasformando il rapporto di lavoro precario in rapporto a tempo indeterminato, part time”.

“Era inevitabile – asseriscono dal Pd - che tali atteggiamenti persecutori scatenassero di per sé un elevato tasso di liti giudiziarie, diventato ingovernabile a seguito delle procedure concorsuali per le progressioni orizzontali e verticali”. I consiglieri del Pd si appellano alla “differenza di stile tra centrodestra e centrosinistra”, riscontrabile nel fatto che “le passate amministrazione hanno fatto assunzioni con concorsi pubblici per oltre 230 dipendenti (perlopiù dirigenti e funzionari di fascia C e D) senza uno scandalo e senza un ricorso giudiziario”.

La lite più “singolare” ed “oscura”, per il Pd, riguarda la quantificazione del “salario accessorio”, che da alcuni mesi alimenta uno scontro “senza quartiere” tra amministrazione e organizzazioni sindacali. Sulla base di alcuni rilievi degli ispettori del Ministero dell’economia, “ai quali – spiegano dal Pd - l’amministrazione Gabellone non ha saputo o voluto adeguatamente controdedurre, la giunta vuole recuperare dal personale circa 800 mila euro (importo equivalente agli emolumenti dati al personale nel periodo 2007-2011) e vuole decurtare il fondo del personale per salario accessorio, a partire dal corrente anno, di 160 mila euro annui”.

“È evidente – proseguono dal Pd - che si tratta di un colpo tanto immotivato quanto duro nei confronti di gran parte del personale. L’aspetto più grave, in questa vicenda, è nel fatto che l’amministrazione non ha mai reso noti i metodi di calcolo del fondo e, soprattutto, nonostante le ripetute richieste fatte anche dalle rappresentanze dei lavoratori, non ha mai detto come ha risposto alle contestazioni degli ispettori, quasi fosse una questione privata del presidente o della giunta provinciale”.

Su questa questione il Pd diffida l’amministrazione provinciale a mettere subito a disposizione tutti i dati e tutte le carte disponibili, consentendo di chiarire la vicenda sotto il profilo documentale: “La diffidiamo, inoltre – asseriscono -, dal fare colpi di testa, sospendendo gli istituti di trattamento accessorio al personale dipendente sino a che la questione giuridica non sarà completamente chiarita”.

“A questo fine – proseguono - chiediamo l’immediata convocazione della competente commissione consiliare perché veda le carte, le studi, senta i dirigenti che hanno fatto il vecchio e il nuovo calcolo del fondo accessorio e ascolti anche le ragioni tecniche delle rappresentanze dei lavoratori”.

Un ultimo punto riguarda la politica finanziaria e del personale della Provincia di Lecce, che ha manifestato per il Pd “aspetti inquietanti” con la delibera 60 del 3 aprile 2012, che approvava il programma triennale (2012 – 2014) del fabbisogno del personale provinciale e che apre a nuovi 67 dipendenti part time da reclutare nel corrente anno.

Non tarda ad arrivare la risposta piccata dell’assessore al personale, Pierluigi Pando, che ritiene “straordinariamente incredibile” che “a tutti i disastri disseminati nel tempo dalle precedenti amministrazioni di centrosinistra possano seguire denunce e critiche rispetto all’operato lineare e trasparente dell’attuale amministrazione provinciale, che con una certosina e costante ricerca tenta di rimettere ordine nelle incredibili vicende della Provincia di Lecce”.

“Si continua a non dire la verità – spiega - quando si fa riferimento alla situazione dei 37 lavoratori stabilizzati dalla precedente giunta Pellegrino, asserendo che con questa amministrazione siano diventati tutti precari. Volendo ricostruire la verità oggettiva dei fatti questa amministrazione si è dovuta fare carico di procedure che la funzione pubblica, il Ministero dell’Interno, la ragioneria dello Stato hanno chiesto di rivisitare, per sanare le incongruità delle scelte del passato”.

Secondo Pando, il Pd dimentica che per 20 dipendenti su 37 la situazione sia già stata di conseguenza sanata perfettamente: per i restanti, invece, occorre completare un percorso che “è solo ed esclusivamente – afferma - di legittimità e legalità (forse al Pd pare poco, una cosa da nulla…!?), con l’auspicio che possa concludersi anche questo positivamente e in conformità con la legislazione vigente”.

“È straordinariamente incredibile – spiega ancora - che si possa essere criticati perché la Ragioneria dello Stato ci impone il recupero di 810mila euro quota parte del salario accessorio dei lavoratori e questa amministrazione provinciale si fa carico di correre ai ripari per evitare che tutto il personale attualmente in servizio sia colpito all’improvviso e venga danneggiato da altre, ulteriori scelte imprudenti del passato, in cui con molta facilità si utilizzavano i soldi pubblici. Ebbene, anche in questo caso la scelta è stata quella del buon padre di famiglia: spalmare in 5 anni il rientro di queste somme, praticamente annullando a poche decine di euro al mese l’aggravio sui dipendenti chiamati a lasciare, a perdere quelle somme”.

Pando ritiene paradossale che si possa criticare l’amministrazione Gabellone per i costi del persone, avendo dal 2009 in poi applicato “una consistente e reale politica di risparmio e contenimento della spesa”. Inoltre, appare “assurdo” che un ente pubblico venga criticato in questo periodo di crisi occupazionale “per il solo fatto di creare nuova occupazione, dare la speranza di confrontarsi con un’opportunità di lavoro ai giovani che non hanno ricevuto il posto di lavoro in dono da qualcuno”: “Il Pd – dichiara - sfiora l’assurdo, critica il centrodestra perché crea posti di lavoro in provincia”.

“Anche qui – precisa - sono i dati a parlare chiaro: questa amministrazione provinciale nel giugno 2009 ha trovato in servizio 652 dipendenti; nel 2012, attualmente, i dipendenti sono diventati 615 per effetto di pensionamenti e mobilità; dopo l’attuazione della delibera 60 di adozione del programma triennale del fabbisogno del personale i lavoratori saranno 682, un saldo di +30 nuovi posti di lavoro creati in un ente pubblico. Un dato eccezionale”.

Pando parla di incredibile difficoltà del centrosinistra a “scrollarsi di dosso” lo stato di “stordimento dovuto alla sconfitta elettorale” per passare “in maniera costruttiva e seria”, a “pensare alla crescita del nostro territorio, nel suo esclusivo interesse ed in quello dei salentini”.

 

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