Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Luminarie, presepi, proiezioni in 3D. Il Comune spende 137mila euro

Risale all'11 dicembre la delibera della giunta sulla rassegna "Magie di Natale", in programma fino alla vigilia dell'Epifania. L'allestimento delle luci natalizie impegnerà 58mila euro, 30mila sono imputati alle spese generali. Perplessità della minoranza

Piazza Sant'Oronzo sul profilo Facebook del Comune di Lecce.

LECCE – La giunta comunale ha impegnato 137mila euro come spese per le festività di Natale. La somma è indicata in una delibera dell’11 dicembre, ripresa dal capogruppo del Partito democratico a Palazzo Carafa, Paolo Foresio che si è detto perplesso dell’entità della somma soprattutto considerando la mancanza di fondi per l’assistenza alle famiglie bisognose.

Tra le manifestazioni che rientrano nel programma nell’arco delle festività e richiamate nella delibera la tradizionale Fiera di Santa Lucia, dall’8 al 24 dicembre, la Mostra del presepio, dal 20 dicembre al 6 gennaio, la proiezione di immagini in tre dimensioni (video mapping) sul palazzo Ina-Assitalia.

Per le luminarie sono previsti 58mila euro – 8 mila in più dello scorso anno, 15mila per il presepe nell’Anfiteatro, 17mila per spettacoli ed attività varie, 10mila per il videomapping, 6500 per gli altoparlanti nel centro storico, 500 euro per il treno della Natività e 30mila circa di spese generali. Alla delibera è allegato un elenco con gli eventi, musicale e teatrali essenzialmente, dall’8 dicembre al 5 gennaio, ma non è indicato il relativo contributo. Alcuni prevedono un biglietto d’ingresso.

(Leggi la delibera_natale2013)

Carlo Salvemini, capogruppo di Lecce Bene Comune, ringrazia il collega Foresio per aver diffuso la delibera e commenta: “Le tradizioni sono importanti: rafforzano il sentimento di una comunità; gli abbellimenti sono importanti: migliorano l'immagine turistica dei una città d'arte; gli spettacoli sono importanti: aggregano, distraggono, stimolano i consumi. Del resto dietro quelle cifre ci sono imprese, lavoratori, famiglie che subiscono, come tutti, i morsi di una crisi feroce. Queste le prevedibili motivazioni di un provvedimento come questo. Restano le perplessità di una scelta che non tiene conto di alcune priorità: oggi negli enti locali occorre porsi principalmente dalla parte di chi ha meno, o poco, o nulla.  E modulare le spese non decisive tenendo conto di una sofferenza diffusa. Chiediamoci quanto sarebbe stato utile assegnare oggi quella somma all'assessorato ai servizi sociali”.

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