Strada sbarrata, disagi per gli utenti: il "giallo" di una delibera del 1986

Accesso consentito solo agli addetti ai lavori. Per alcuni cittadini anche il ritiro di una raccomandata diventa un'impresa

L'ingresso del Cpo da via Leuca.

LECCE - Disagi per l'utenza del Centro Postale Operativo con l'entrata in funzione di un sistema automatizzato di accesso che consente l'ingresso solo agli addetti ai lavori e, come indicato dalla segnaletica, ai diversamente abili.  

I cittadini che hanno bisogno di ritirare una raccomandata devono quindi lasciare l'auto in via Lequile o zone limitrofe ed entrare a piedi da via degli Argentieri fino raggiungere l'edificio. Non è il massimo della comodità, soprattutto per le persone anziane. 

Della questione si è discusso oggi nel corso della commissione Controllo, alla quale hanno partecipato anche l'assessore all'Urbanistica, Severo Martini, e la dirigente di settore, Maria Antonietta Greco. Un primo punto da chiarire riguarda la proprietà della strada perché nello scorso novembre sono stati gli uffici comunali a chiedere a Poste Italiane come stessero le cose. Una circostanza quantomeno singolare, questa, e che è stata riferita dall'assessore alla Mobilità, Luca Pasqualini, nel consiglio comunale del 2 febbraio scorso, in risposta ad una mozione del consigliere Rocco Ciardo del gruppo Lecce 2017.

L'esponente del governo cittadino, memore anche delle segnalazioni ricevute in più occasioni dal Comitato Popolare Leccese che rivendicava già nel 2010 la piena fruibilità della strada, aveva anche precisato che il comando di polizia locale aveva effettuato rilievi fotografici e che, successivamente, era stata inviata una relazione a vari settori dell'amministrazione, tra cui Lavori Pubblici e Urbanistica.

Quest'ultimo, a gennaio scorso, ha comunicato che l'apposizione dei cancelli risultava legittimata dalla delibera di giunta regionale del 1986 relativa alla costruzione del Cpo mentre la dirigente Greco, questa mattina, dopo una verifica per le vie brevi, ha confermato che la proprietà risulta essere di Poste Italiane. Il provvedimento regionale è stato prodotto in commissione dal consigliere Antonio Rotundo, che ne è il presidente e che ha ribadito la sua perplessità: perché la chiusura è stata realizzata tanti anni dopo? E se così deve essere, è compatibile con il servizio diretto rivolto all'utenza? Per rispondere a questi e ad altri interrogativi la discussione è stata aggiornata.

Nel giugno del 2013 si verificarono disagi simili: l'apertura di un cantiere per una nuova sistemazione logistica degli uffici aveva creato malumori tra i dipendenti e tra questi e i residenti della zona che erano soliti utilizzare l'area di sosta. Sulla vicenda era intervenuta anche la federazione Slc-Cgil.

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