Cresce attenzione per il progetto "Regione Salento"

Per il comitato promotore di un referendum per l'istituzione della nuova Regione, crescerebbero quotidianamente le adesioni all'idea: al centro dell'iniziativa, la volontà di coinvolgere la gente

araldo
LECCE - Grande entusiasmo intorno al progetto per la costituzione della Regione Salento e forte condivisione degli obiettivi che il movimento Regione Salento ha posto all'attenzione dell'opinione pubblica salentina. Questo almeno il parere degli stessi responsabili del comitato promotore, che evidenziano come nel giro di pochi giorni si siano registrate "tantissime adesioni che crescono giornalmente con un ritmo continuo e costante".

Prosegue, dunque, l'impegno della fase di organizzazione territoriale del movimento "Regione Salento" e di strutturazione del Comitato promotore del referendum per il "Sì" all'istituzione della nuova Regione in tutti i 146 comuni delle province di Brindisi, Lecce e Taranto. Dopo la richiesta, formulata a tutti i presidenti dei Consigli comunali e a tutti i sindaci, di mettere all'ordine del giorno di uno dei prossimi consigli comunali la mozione volta ad indire il referendum consultivo tra la popolazione interessata al progetto di nuova regione, così come previsto dall'articolo 132 Comma 1 della Costituzione, ora si registrano i primi si da parte dei cittadini, oltre che la condivisione del progetto da parte di uomini della cultura, dell'imprenditoria e dell'associazionismo e del mondo della politica e dei partiti.

Vi sono già 59 adesioni da parte dei sindaci che hanno sposato la causa della Regione Salento ma emerge forte da parte di tutti, anche da chi ha ancora delle perplessità, che, per il principio della democrazia e della partecipazione, ascoltare il parere dei cittadini del Salento attraverso il Referendum, sia un atto dovuto. Questo è l'unico obiettivo del movimento: dare la parola ai cittadini attraverso il referendum ed attivare le procedure previste dalla Costituzione per la istituzione della nuova regione.

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Si tratta della necessità, ormai consolidata, di andare oltre il progetto del Grande Salento e riproporre un'idea antica che, dal 1946 in poi, è più volte riemersa, rinverdendo i sogni della comunità tarantina, brindisina e leccese per far sì che i salentini possano autodeterminare il loro destino. Il rilancio di quest'idea della Regione Salento si traduce in un movimento trasversale, indipendente ed autonomo, con la partecipazione, nella fase costitutiva, di liberi professioni, dei sindacati, di intellettuali, imprenditori, associazioni, tutti esponenti della società civile.

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