Crisi a Tricase, piovono dimissioni. Dopo sindaco e giunta, lascia ex maggioranza

Ad inizio settimana la decisione di Chiuri e degli assessori di dimettersi dopo la mozione di sfiducia. Oggi lasciano i sette consiglieri della ex maggioranza che attaccano il presidente del consiglio

TRICASE - Colpi di coda e dimissioni a raffica a palazzo Gallone dove la travagliata esperienza amministrativa del sindaco Carlo Chiuri è giunta ormai al termine dopo le lacerazioni che si sono accavallate in questi anni con ex assessori e consiglieri e soprattutto dopo la presentazione in Comune di una mozione di sfiducia firmata da ben nove consiglieri.

A seguito dell’iniziativa intrapresa dai consiglieri dell’opposizione, guidati dall’ex candidato sindaco Fernando Dell’Abate, con l’apporto anche dei dissidenti, del presidente del consiglio comunale, Dario Martina e della consigliera del Movimento 5 Stelle, Francesca Sodero, (oltre agli ex consiglieri di maggioranza che hanno da tempo preso le distanze, passando tra le fila dell’opposizione, ovvero Federica Esposito e Giuseppe Peluso), ad inizio settimana era stato lo stesso primo cittadino Carlo Chiuri, con i componenti residui della sua giunta (Lino Peluso si era già dimesso il 27 maggio scorso), Concetto Scuderi, Rita De Iaco e Sonia Sabato, a presentare in Comune le proprie dimissioni dall’incarico istituzionale prima che la sfiducia fosse trattata in consiglio comunale.  

Questa mattina l’ulteriore novità ha riguardato la formalizzazione delle dimissioni contestuali dei consiglieri della ormai ex maggioranza, ovvero i sette consiglieri rimasti al fianco del sindaco dimissionario: Antonio Luigi Baglivo, Vincenzo Emanuele Chiuri, Pasquale De Marco, Alessandra Ferrari, Luigi Giannini, Francesca Longo e Maurizio Roberto. Un ulteriore sfaldamento del mosaico amministrativo tricasino che vede ora in carica solo i nove consiglieri firmatari della mozione di sfiducia. Se solo due di loro dovessero optare per la presentazione delle dimissioni il consiglio comunale sarebbe definitivamente sciolto e si aprirebbe la strada del commissariamento dell’ente.

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Viceversa il primo cittadino Chiuri avrebbe ancora i canonici venti giorni di tempo per ritirate le sue dimissioni e per tentare di mettere in piedi una nuova maggioranza con la quale proseguire il mandato amministrativo. Ipotesi alquanto remota vista l’evoluzione della crisi politica e amministrativa a palazzo di città. In una lunga nota a corredo della lettera di dimissioni,e stigmatizzando il comportamento del presidente del consiglio, i sette consiglieri della ex maggioranza di Chiuri (per il sindaco si valuta una possibile candidatura anche alle prossime regionali) hanno motivato le ragioni della loro scelte di rassegnare le loro irrevocabili dimissioni.

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